Alla fine la Finanziaria ‘coordinata’ dopo le modifiche fatte dalla Commissione Bilancio ha visto la luce. Il documento, però, è arrivato a sala d’Ercole solo dopo le 20 di un lunghissimo martedì vissuto fra un rinvio e l’altro in attesa che i tecnici risolvessero tutti i problemi di copertura e coordinamento.

Sala d’Ercole incardina la manovra ma durante i primi lavori i deputati si accorgono che mancano i tomi del bilancio inviatio per mail ma non stampati per l’analisi. Dopo un breve botta e risposta su articoli stralciati e temrini il presidnete di turno Roberto Di Mauro assegna il termine per gli emendamenti d’aula a giovedì’ 26 aprile alle 12 e convoca l’apertura della seduta in cui si entrerà nel vivo della Finanziaria per le 13 dello stesso giovedì 26 aprile.

La manovra da 120 articoli così come era uscita dalla Commissione (dove era entrrata composta da soli 36 articoli) sio riduce a 100. La Presidenza dell’Ars ha deciso lo stralcio di una decina di norme. Saltano le norme che sottraevano il parco di Villa D’Orleans alla Regione, le esenzioni del bollo auto che dovranno essere trattate separatamente, le norme sulla semplificazione amministrativa che dovranno confluire in un Testo Unico. Stop anche alle qualifiche UPG per le Guardie Forestali, norme che andranno nella riforma del settore, l’istituzione dei referendum sulle leggi di iniziativa popolare e, infine, alle norme che introducono nuove figure negli Enti Locali che rischiano di creare problemi trattandosi di materia concorrente con lo Stato.

Nel dettaglio ecco le norme stralciate

gli articoli 19, 24 commi 4 e 5, 29 comma 2, 35 comma 8, 107 e 116, in quanto presentano profili di incostituzionalità.

– l’articolo 88, in quanto la materia deve essere affrontata in un apposito disegno di legge organico da approvare con procedura rinforzata a maggioranza assoluta dei membri dell’Ars, in ossequio all’articolo 13 bis dello Statuto che recita: “Con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea regionale sono disciplinati l’ambito e le modalità del referendum regionale abrogativo, propositivo e consultivo”.

– gli articoli 1 comma 5, 16 comma 7, 22, 23, 33 comma 5,  63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 73, 74, 75, 76 e 77 in quanto recano per la copertura finanziaria il riferimento a fondi extraregionali, sia nazionali sia comunitari, e pertanto necessitano della opportuna verifica di compatibilità con le finalità e le procedure di spesa dei fondi richiamati. Riguardo a tali articoli, si invita la Commissione “Bilancio” a voler formulare un’unica norma con valenza programmatica che ricomprenda gli interventi in essi contenuti, distinguendo tra fondi nazionali e fondi comunitari.

– l’articolo 61 in quanto prevede un contributo a un destinatario di natura privata  specificamente individuato; saranno prese in considerazione eventuali riscritture ad opera della Commissione Bilancio volte a superare possibili censure di incostituzionalità.

– l’articolo 79, salva la possibilità di una riscrittura che consenta di superare i dubbi di costituzionalità.

 

Per un’altra decina di norme c’è l’invito alla riscrittura da parte del governo mentre c’è incertezza sulla copertura di altre spese anche se la Presidenza dell’asrs in aula nega questa interpretazione che viene, invece, dall’opposizione e non dagli uffici.

Queste le norme su cui pesa la mannaia della Presidenza se non dovessero essere riscritte:

– articolo 8, “Interventi per la prima casa”, in merito ai requisiti per accedere al beneficio nonché alle modalità di attuazione della norma;

– articolo 78, “Tutela per i soggetti appartenenti al bacino “Emergenza Palermo” (PIP), comma 6, affinché sia garantito il non ampliamento del bacino;

– articolo 87, “Zone franche per la legalità”, al fine di prevedere l’intesa con il Ministero dell’interno;

– articolo 89, “Norme in materia di consorzi agrari”, per verificare la possibilità di mantenere la norma nell’ambito di un’interpretazione autentica;

– articolo 97, “Definizione delle sedi farmaceutiche” per verificare la possibilità di una riformulazione del testo che superi le criticità di ordine costituzionale in materia di tutela della libera concorrenza.

In discussione, comunque, andranno un centinaio di articoli o poco meno. Intanto il notevole ritardo mette i bastoni fra le ruote non solo a bilancio e finanziaria. Rimane ai box, infatti, il così detto ‘collegato’ alla manovra finanziaria ovvero il disegno di legge che contiene le riforma stralciate proprio dalla Finanziaria fra cui la nascita di Grandem Irfis che accorpa Ircac e Crias.

La commissione Bilancio dell’Ars aveva previsto la discussione del testo nel pomeriggio, ma i lavori non sono mai cominciati. Secondo le indicazioni della capigruppo il ddl dovrebbe camminare di pari passo con la manovra, ma le difficoltà proprio sulla legge di stabilità stanno rallentando anche il testo con le norme stralcio e la discussione in parallelo e l’approvazione si fanno sempre più complesse e improbabili anche se npon impossibili