“Il Consiglio dei ministri, nella seduta di oggi, ha impugnato solo un comma (il 14 dell’art. 10) della legge di stabilità varata dall’Assemblea regionale siciliana. Un ottimo risultato che voglio condividere con tutte le forze politiche presenti nel Parlamento siciliano”.

Lo sostiene il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, nell’apprendere che il governo nazionale ha impugnato un solo comma – marginale – della legge finanziaria regionale.

“Il governo regionale adesso – ha aggiunto Miccichè – potrà mettere in atto tutte le misure previste dalla legge e consentire alle imprese ed ai lavoratori di provare ad uscire dalla difficile recessione in cui è piombata la Sicilia a causa della pandemia da coronavirus”.

Miccichè butta, dunque, acqua sul fuoco acceso dall’impugnativa che ha causato lo stop ad almeno due linee di aiuti post emergenza covid19 stabiliti dalla Regione siciliana nell’ambito della così detta ‘finanziaria d’emergenza‘ della Regione. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di stamattina, ha, infattio, deliberato di impugnare l’articolo 10, comma 14, della L.R. 9/2020  ovvero la Legge di stabilità 2020 della Regione.

Il provvedimento del Consiglio dei Ministri riguarda l’uso dei così detti fondi Poc destinati alla Sicilia in base ad un accordo con Roma, di provenienza tanto statale quanto in parte comunitaria, e che sono stati dirottati da investimenti non ancora realizzati per andare a coprire interventi di aiuti in emergenza covid19. Una scelta, quella di dirottare queste risorse, al centro di molte polemiche ma che sembrava frutto di una mediazione già fatta e di un accordo raggiunto proprio con il governo centrale. Accordo che invece sembra non esserci o quantomeno che sia destinato ad essere disatteso.

Ecco che saltano due importanti misure visto che la norma impugnata contiene due distinti provvedimenti: da una parte prevede lo sgravio dei contributi previdenziali ed assistenziali per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 28 febbraio c.a. per l’anno in corso (allo scopo è autorizzata la spesa annua di 10 milioni); ins econda battuta prevede l’erogazione di contributi una tantum, mediante avviso pubblico, in favore dei lavoratori stagionali, atipici e discontinui del turismo e del commercio che non raggiungano il numero minimo di giornate ai fini del conseguimento del diritto alla corresponsione dell’indennità di disoccupazione (la spesa autorizzata è ugualmente di 10 milioni).

Il discrimine sta proprio nel reperimento delle risorse. Entrambe le misure trovano copertura finanziaria a valere sulla riprogrammazione di fondi extraregionali e POC.

Nonostante l’asserita marginalità delle norme impugnate, però, Fratelli d’Italia invita il governo a resistere davanti alla Corte Costituzionale

“L’impugnativa da parte del governo nazionale delle misure approvate dalla Regione con la L.r. 9/2020 a sostegno di nuove assunzioni a tempo indeterminato e di contributi in favore dei lavoratori del turismo e del commercio, sarà un ulteriore duro colpo per l’economia del nostro territorio, già messa a dura crisi dall’emergenza Covi19” sostiene il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea regionale siciliana, Elvira Amata.

“E se, come si legge nel provvedimento del ministro degli affari regionali – continua Amata – la motivazione del provvedimento sarebbe che viola la legislazione previdenziale di competenza esclusiva dello Stato, questo appare quantomeno ingiustificato per la seconda misura, quella che prevede l’erogazione di contributi una tantum per cui è stata stanziata una somma complessiva di 10 milioni in favore dei lavoratori stagionali, atipici e discontinui del turismo e del commercio che non raggiungano il numero minimo di giornate ai fini del conseguimento del diritto alla corresponsione dell’indennità di disoccupazione. Chiedo allora al presidente della Regione- conclude la capogruppo di FdI – di resistere all’impugnativa del governo innanzi alla Corte costituzionale per questo secondo aspetto, così da far valere le nostre prerogative statutarie”.

Passa, invece, indenne la legge regionale 10/2020 ovvero la legge di bilancio della Regione siciliana associata alla Legge di stabilità