A 40 anni dalla morte a Palermo si è tenuta una cerimonia per  ricordare Stefano Di Bonaventura, carabiniere ucciso nel corso di una rapina avvenuta il 13 ottobre 1986. Il giovane carabiniere di leva, nato a Roma, che all’epoca aveva appena 20 anni si trovava nell’agenzia di viaggi “Sicantur”, di via Emerico Amari per prenotare un biglietto aereo per tornare dai familiari, quando hanno fatto irruzione due rapinatori.

Il militare ha reagito estraendo la sua arma d’ordinanza, ma è stato colpito a morte, riuscendo a sventare il colpo mettendo in fuga i rapinatori.

Oggi in via Emerico Amari, si è svolta la cerimonia alla presenza del comandante interregionale carabinieri “Culqualber”, generale di corpo d’armata Claudio Domizi, accompagnato dal comandante della divisione unità mobili, generale di divisione Stefano Iasson e dal comandante della legione “Sicilia”, generale di divisione Ubaldo Del Monaco. Il generale Claudio Domizi, rivolgendosi ai giovani dell’istituto comprensivo Politeama ha evidenziato come siano loro il fulcro e i destinatari dello spirito della cerimonia.

L’ufficiale ha sottolineato che, il sacrificio di un servitore dello Stato come Di Bonaventura, non deve cadere nell’oblio, ma essere di esempio quotidiano.

C’è bisogno di cittadini che traducano in azioni concrete, valori come il senso del dovere, l’altruismo, lo spirito di servizio e il coraggio. Infine ha dedicato un pensiero a tutti i carabinieri e ai servitori dello Stato, ai quali ha rivolto l’invito a guardare al seme gettato quarant’anni fa da Stefano Di Bonaventura, orientando ogni giorno il proprio agire con correttezza e dedizione.