Belmonte Mezzagno si è fermata di nuovo per piangere un altro giovanissimo cittadino strappato troppo presto all’affetto di parenti e amici.

Un’altra giornata di lacrime e dolore per Kevin La Ciura u «picciriddu» di Belmonte.

Il giorno primo era stato il turno di Giorgio Casella, ieri è stato il turno di Kevin La Ciura, 17 anni, il suo funerale, la sua festa nell’incontro con Cristo. Palloncini bianchi come martedì e bara delle stesso colore: un bianco raggelante. Perfino le lacrime sono eguali a quelle del giorno prima: non è cambiato proprio nulla.

Padre Lillo ha lo stesso volto della sua comunità e nel quale traspare dolore misto a pietà. Due funerali in altrettanti giorni di due minorenni sottratti alla famiglia da un incidente.

Forse anche lui vorrebbe piangere, ma non può farlo. Anzi non deve farlo, oggi più che mai, perché deve trasmettere speranza ai belmontesi.

Prima dell’omelia di ieri «In tanti mi chiedono dov’era Dio quella notte- dice Don Lillo- E io rispondo: dove siamo noi uomini quando Dio ci chiama? E allora dico che mentre quei ragazzi morivano, Dio c’era e li ha portati con se! E sono sicuro che ci fosse anche Maria Addolorata. Perché invochiamo Dio quando i fatti sono già successi? Non è un modo per sfuggire alle proprie responsabilità?».

Don Lillo,​ il padre spirituale amato dai belmontesi, nell’Omelia di ieri, trasforma il suo pensiero in un grido di dolore: «I figli chiedono ai genitori più libertà e i genitori la concedono Come prova d’amore. Ma i giovani amano veramente loro genitori? Cari ragazzi, ma lo sapete quando i vostri genitori alle cinque di notte, in attesa del vostro rientro, sentono la sirena di un’auto ambulanza provando un dolore inspiegabile, una pugnalata». Poi si addolcisce, quasi si commuove: «Me li ricordo al Catechismo, Giorgio e Kevin erano bellissimi».

Anche il calcio belmontese piange. «Anche se domenica inizia il campionato – dice Massimo Casamento presidente dei «Leali di Belmonte» squadra di calcio di terza categoria- ci siamo fermati con gli allenamenti. Due giorni di riflessione. Fare sport in queste condizioni è impossibile, il calcio può aspettare».

Il consigliere Maurizio Milone chiede un cambio di rotta: «Non dobbiamo far finta di niente, mettiamo in campo tutti gli strumenti per aprire un dialogo serio e profondo con i giovani, sopratutto sulla sicurezza stradale».

Intanto in tre sono rimasti in ospedale. Uno di loro Salvatore La Ciura 21 anni, fratello di Kevin, è in condizioni molto gravi ricoverato all’ospedale Civico. Roy Musso che era alla guida si trova ricoverato all’ospedale Policlinico. Il ragazzo di 14 anni è ricoverato all’ospedale Buccheri La Ferla.

I carabinieri continuano ad indagare e sono tanti gli aspetti da chiarire. Su questa terribile tragedia purtroppo la parola fine non è ancora arrivata,