A due giorni dalle primarie del Pd è caos e scontro tra le diverse mozioni sulle modalità di allestimento gazebi e ‘seggi’ per il voto.

“È inammissibile non allestire gazebo in ogni comune della Sicilia ed, in particolare , in quelli a guida Pd, delegittimando gli stessi amministratori, per limitare la partecipazione al voto sabotando il congresso: qualcuno ha deciso di impedire la partecipazione”. È quanto si legge in un documento firmato da amministratori locali e segretari di circolo di oltre venti comuni del palermitano inviato ai candidati alle primarie di domenica prossima Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giacchetti. Tra i comuni dove non è previsto un gazebo c’è Capaci, circa 13 mila abitanti.

Si legge nel documento: “Non si capisce tale scelta, assurda e ingiustificata dal punto di vista logistico e organizzativo, visto che in ogni comune, grazie ai militanti e iscritti del Pd, erano state offerte soluzioni a costo zero per allestire i seggi”.

“E comunque, in un momento come questo, il senatore Faraone (segretario del Pd in Sicilia) avrebbe fatto bene a rendere disponibili le risorse del partito per consentire l’allestimento dei gazebo piuttosto che vantarsi proprio ieri della manutenzione straordinaria della sede regionale – si sottolinea nel documento – Tutto ciò al solo scopo di delegittimare tutti coloro che sul territorio, volontariamente, si impegnano nelle battaglie quotidiane”. Gazebo e seggi non sono stati allestiti, si legge nel documento, a Capaci, Casteldaccia, Santa Flavia, Trabia, Caccamo, Gratteri, Isnello, Alimena, Montemaggiore, Aliminusa, Scafani Bagni, Scillato, Altavilla, Caccamo, Ventimiglia, Baucina, Godrano, Bolognetta, Petralia Sottana, Villabate, Villafrati, Vicari. “I cittadini non troveranno il loro seggio ma dovranno votare in seggi ben più lontani anche rispetto a seggi presenti nei comuni più vicini – si legge ancora – Su tutti i cittadini di Capaci, che anziché andare al gazebo della vicina Isola delle Femmine dovranno andare a Carini. Rispetto alle precedenti primarie in provincia i seggi sono stati ridotti del 50%, in città ancora di più. Tutto questo mortifica la partecipazione democratica”.

“Crediamo che chi fa politica non deve avere paura della partecipazione, ma anzi deve incentivarla più possibile, anche perché solamente in questo modo si possono scardinare le attuali forza al governo – conclude il documento – Tutto questo è inammissibile, perché il partito doveva fare delle scelte volte a recuperare la credibilità e il consenso nei confronti di elettori e simpatizzanti, invece queste primarie saranno solo una prova di forza che rischia di danneggiare ulteriormente tutti. Pertanto, chiediamo che si consenta alle persone di votare nel loro paese di residenza e a Palermo in ciascun quartiere come si è sempre fatto per le primarie del Pd”.

“Sono preoccupato per quanto sta avvenendo in Sicilia in particolare a Palermo ed Enna, circa le primarie di domenica. Decine di seggi cancellati, composizione degli stessi non concordata con le mozioni. Così viene meno la possibilità di garantire un’alta partecipazione al voto e si rischia soprattutto di non poter garantire la trasparenza e la correttezza del voto. Ho chiesto l’immediata convocazione della commissione nazionale per cercare di evitare che la regolarità delle primarie sia compromessa”. Così in una nota Marco Miccoli, rappresentante della mozione Zingaretti in Commissione Nazionale per il Congresso.

Non tarda la controreplica: “Leggo le affermazioni di Marco Miccoli, rappresentante della mozione Zingaretti, preoccupato per la regolarità del voto in Sicilia. Allora siamo in buona compagnia essendo anche noi estremamente preoccupati dai toni utilizzati dagli uomini di Zingaretti in Sicilia ovvero Antonello Cracolici e Mirello Crisafulli”.

Lo afferma Mario Meli a nome dei PartigianiDem a proposito delle affermazioni di Marco Miccoli, rappresentante della Mozione Zingaretti, sul voto in Sicilia

“Da settimane siamo oggetto delle aggressioni verbali di questi signori solo per avere deciso di sostenere Maurizio Martina scegliendo il silenzio per non contribuire all’indecoroso spettacolo che si sta offrendo all’opinione pubblica. Da oggi riprenderemo la parola” ha concluso.