Una cifra enorme, ben 84 milioni di euro. È l’importo che l’Amat ha chiesto al Comune di Palermo di saldare entro un mese. La cifra deriva dal contratto di servizio siglato tra la partecipata a l’amministrazione che era stato deciso in base alla programmazione della ztl.

Secondo quanto era stato prospettato, la zona a traffico limitato, avrebbe portato nelle casse comunali circa 30 milioni di euro all’anno oltre ai guadagni generati dal rilascio dei pass. Il tar però ridimensionò tutto generando anche il crollo delle aspettative di entrate che erano state previste.

L’amat ora batte cassa visto che necessita di liquidità per mantenere viva la macchina Amat che rischia di fermarsi. Come riporta il Giornale di Sicilia, Michele Cimino, presidente Amat, ha scritto al sindaco Orlando e all’assessore al Bilancio, chiedendo i 30 milioni che sono previsti da un articolo del contratto di servizio “come corrispettivi delle politiche sul traffico”, soldi che sono “concorrenti e necessari al raggiungimento dell’equilibrio economico dei servizi di trasporto pubblico”. L’Amat ha un urgente bisogno di questi soldi che dovranno garantire il sostentamento del servizio tram.

L’Amat chiede il conto al Comune del triennio 2016-18, cioè da quando è partito il tram. Per il 2016 il credito è di 28.486.115 euro, per il 2017 27.770.751 e per il 2018 27.433.147 euro. Il totale assomma a 83 milioni 620 mila euro ed è riferito al 31 dicembre dell’anno scorso. Il Comune pagherà? Una risposta alla quale sembra facile rispondere. Visto che per gli uffici comunali non ammonterebbe a 30 milioni l’importo annuo d versare alla partecipata. I 30 milioni sarebbero da interpretare come il tetto massimo presunto degli incassi, oltre il quale l’eventuale introito della Ztl andava trasferito al Comune.