“Avevamo la possibilità di lavorare per garantire un futuro occupazionale alle migliaia di lavoratori degli Enti Locali ASU che da oltre 20 anni svolgono un vero e proprio lavoro nero legalizzato, invece la Presidenza dell’Ars ha avuto il coraggio di stralciare la norma sui precari. Non è vero che non ci sono soldi per la copertura finanziaria, gli uffici ci hanno detto il contrario”.

Lo sostiene il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro, che ha formalizzato questa posizione intervenendo ieri sera in Aula a Palazzo dei Normanni e protestando con la maggioranza per lo stralcio della norma sui precari nel corso della discussione sul collegato bis.

“E’ accaduto un atto vergognoso dato che nelle commissioni di merito erano state già cassate le parti che potevano comportare ulteriori oneri finanziari. A Musumeci – ha attaccato Di Caro – non interessa il futuro occupazionale di oltre 5mila persone che reggono i nostri Enti Locali dato che per loro non ha espresso una sola parola in Aula. Si è espresso solo per i palafrenieri”.

Alla fine il gruppo M5S dopo le vibrate proteste in aula all’Ars ha ottenuto l’accantonamento della norma che sarà discussa martedì nel corso della prossima seduta. “Musumeci e la sua maggioranza – conclude Di Caro – abbiano il coraggio di dichiarare apertamente da che parte stanno”.

Per l’opposizione adesso si apre la possibilità di reinserire quella norma di spesa ma occorrerà comprendere se governo e presidente dell’assemblea vorranno fare una eccezione rispetto al blocco di tutte le spese in attesa del pronunciamento della Corte dei Conti sulla parifica di bilancio

Intanto è stata approvata dal’Ars durante la discussione del collegato alla Finanziaria, la norma che ridisegna la composizione del Comitato regionale per la programmazione sportiva, previsto dalla legge 8/78. Adesso si va verso l’approvazione definitiva dell’intero articolato.

“Dopo una guerra in aula, combattuta a colpi di emendamenti – commenta la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Roberta Schillaci, prima firmataria dell’atto – sono orgogliosa del risultato raggiunto. Con questo provvedimento si assicura una partecipazione più ampia e si dà voce ai vari protagonisti del mondo dello sport, chiamati a sedere in questo organismo, dove potranno far sentire la propria voce, interloquendo direttamente con l’assessore regionale competente, senza filtri, nel processo di pianificazione degli eventi sportivi”.

“Con questo emendamento – aggiunge Schillaci – è stato inoltre possibile riparare ad una disattenzione, verificatasi durante il dibattito in commissione V, a causa della quale non era stato preso in considerazione il coinvolgimento del Cip (Comitato italiano paralimpico) nel Comitato regionale in questione. Il Cip è riconosciuto a livello nazionale come ente pubblico, di pari dignità del Coni, pertanto meritava certamente di essere inserito tra i protagonisti della programmazione sportiva”.

L’Ars ha affrontato diversi altri temi che non prevedono spesa. Via libera a “Strade dei percorsi letterari di Sicilia” con l’aula che ha approvato il relativo emendamento del M5S a firma della deputata Stefania Campo, contenuto nella riscrittura al collegato alla finanziaria. Col “sì” di sala d’Ercole scatta il semaforo verde per l’istituzione di  percorsi segnalati e pubblicizzati nell’isola con apposita cartellonistica, attraverso cui si raggiungeranno i luoghi in cui hanno vissuto gli scrittori siciliani o quelli descritti nelle loro opere in un itinerario che coinvolgerà siti archeologici e cantine sociali, l’enogastronomia, i siti naturalistici e le strutture per l’accoglienza e i relativi servizi.

L’emendamento nasce da un più organico disegno di legge di Stefania Campo “prendendo spunto – come si legge nella relazione introduttiva del ddl di partenza – dalla positiva esperienza registrata con l’istituzione della cosiddetta strada degli scrittori presso la strada statale 640 che collega Porto Empedocle allo svincolo per l’autostrada A19 e attraversa la Valle dei templi”.

“L’articolo – spiega Campo –  nasce su richiesta di appositi ‘comitati promotori’ e prevede l’istituzione delle ‘Strade dei percorsi letterari di Sicilia’ con decreto del Presidente della Regione. È un atto politico che permetterà di far vivere, attraverso la giusta promozione, la memoria degli scrittori siciliani e che favorirà senz’altro la fruizione turistica di molti borghi e città. E per quanto riguarda il territorio ibleo, avremo modo di valorizzare tanti quartieri dei nostri, piccoli e grandi paesi, riscoprendo al contempo autori del calibro di Gesualdo Bufalino, Mariannina Coffa, Vitaliano Brancati, Maria Occhipinti o Salvatore Quasimodo, solo per citarne alcuni”.

“Grazie alla diffusione di queste ‘strade diverse’ – prosegue la deputata regionale – sarà possibile visitare case museo o luoghi in cui hanno vissuto gli scrittori, entrare nei bar che frequentavano e magari assaporare un dolce che ha ispirato alcuni romanzi. E ancora visitare una piazza o ammirare uno scorcio e un paesaggio, raccontati fra le righe delle loro opere. Luoghi  che oggi sono conosciuti in tutto il mondo, che hanno ispirato ed emozionato artisti, fotografi e registi e fatto, a volte, la storia del cinema. Queste strade – aggiunge Campo – saranno a lenta percorrenza, senza raddoppi di corsia e rotatorie, ma solo con opportune segnaletiche per meglio valorizzarle, farle conoscere e conservarne la memoria”.

Si è poi parlato di tracciabilità completa dei prodotti agroalimentari siciliani attraverso la tecnologia Blockchain con la proposta della deputata Jose Marano del Movimento 5 Stelle, proposta inserita con un emendamento al collegato alla finanziaria, entrato nel testo di legge all’art. 6 approvato dall’Assemblea regionale siciliana.

La norma prevede lo sviluppo di una piattaforma informatica multifunzionale che promuove la creazione, lo sviluppo e l’applicazione della Blockchain al fine di garantire la sicurezza ed il controllo dei prodotti alimentari, la tracciabilità e rintracciabilità degli stessi e di accrescere la fiducia dei consumatori finali nell’operato delle istituzioni e delle aziende.

“C’è un modo per conoscere le origini e la storia esatta di tutto quello che mangiamo – spiega la deputata regionale M5S Jose Marano, che ha promosso il disegno di legge – per tutelare la salute di tutti e per difenderci dalla merce contraffatta e dai prodotti contaminati o di cui non si conosce la provenienza. La soluzione è offerta dalla tecnologia Blockchain, che possiamo paragonare a un registro elettronico che contiene informazioni condivise in rete e accessibili a tutti, validate dall’intera rete e quindi aggiornate e visionabili da chiunque in completa trasparenza e autonomia. Nel campo agroalimentare questo si traduce nella possibilità per il cittadino, inquadrando l’etichetta col proprio smartphone, di conoscere tutte le informazioni sulla storia del prodotto, dalla coltivazione, al trasporto, alla trasformazione, alla vendita. Uno strumento semplice, ma incredibilmente potente, che in Sicilia ci permetterà di tutelare le nostre eccellenze. Le imprese siciliane avranno la possibilità di certificare la vera provenienza dei prodotti e chi acquisterà le arance siciliane, il pistacchio di Bronte o il pomodoro di pachino potrà avere la certezza di ciò che mette sulla propria tavola”.

“Questa è una battaglia – ricorda Marano – portata avanti dall’agosto 2018, quando è stato depositato il disegno di legge che grazie alla mia perseveranza oggi inizia a diventare realtà. Un altro importante risultato raggiunto che si aggiunge al provvedimento voluto in Legge di Stabilità 2019 che stanziava 4 milioni di euro le imprese innovative che decidono di investire in Blockchain, operativo già dal prossimo 1 ottobre attraverso l’istituto finanziario Irfis-Sicilia. Ovviamente oggi è solo l’inizio di una nuova fase, perché continuerò a lavorare affinché la Blockchain diventi uno strumento utile per un consumo critico e attento dei cittadini siciliani ed un’opportunità di sviluppo e crescita economica per le imprese siciliane. Per il  sì definitivo alla norma si attende ora l’ok finale all’intera riscrittura del collegato. Ringrazio tutte le persone che in questo anno hanno contribuito alla promozione di questo progetto”

Polemiche, infine, sulla “bocciatura dell’articolo del Collegato che prevedeva la nascita dell’Osservatorio del Florovivaismo e del paesaggio rurale del Mediterraneo penalizza un intero settore”.

“Per colpa del voto contrario in aula di Pd e M5S – attacca Pino Galluzzo, deputato all’Ars di DiventeràBellissima – viene così impedito un importante potenziamento tramite studi in materia di innovazione ed internazionalizzazione. Sarebbe stato un supporto indispensabile per il sistema regionale delle imprese della filiera florovivaistica, con la previsione pure di programmi di ricerca a carattere europeo e di ulteriori piani di finanziamento”.

Per il  sì definitivo a tutto questo, però, si attende ora l’ok finale all’intera riscrittura del collegato.