“Esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà alla sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, e all’assessore Maria Concetta Buttà, destinatarie di gravissime e inaccettabili minacce attraverso i social network”. Lo dice l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, intervenendo sul grave caso di cronaca che sta scuotendo l’hinterland palermitano dopo i violenti attacchi web indirizzati alle due amministratrici.

Tamajo lancia un monito chiaro alla classe dirigente: “Di fronte a parole che evocano violenza fisica non possono esserci distinguo né appartenenze politiche: la critica, anche la più dura, è parte della democrazia; la minaccia e l’intimidazione non lo saranno mai”. Per l’esponente del governo Schifani serve una profonda riflessione sulla deriva comunicativa: “Da troppo tempo assistiamo a una politica che rischia di trasformarsi nella politica delle urla, delle dirette, delle provocazioni e dello scontro permanente. Chi ricopre un ruolo pubblico ha la responsabilità di non trasformare l’avversario in un nemico. Abbassiamo i toni e alziamo il livello: una comunità ha bisogno di chi ottiene risultati, non di chi urla più forte”.

La ricostruzione della vicenda: “Scannatele come cinghiali”

La presa di posizione di Tamajo è solo l’ultima di una lunghissima scia di solidarietà bipartisan dopo lo shock di ieri. La vicenda ha inizio nel fine settimana, quando sui social network compaiono frasi dal contenuto violentissimo contro la prima cittadina e l’assessora alle Politiche Sociali. “Scannatele come i cinghiali”, “Mandale in ospedale”: sono solo alcuni dei messaggi choc pubblicati da un utente della rete.

Un attacco in piena regola che ha spinto la sindaca Maria Terranova a rompere il silenzio con un post durissimo: “Non è politica. Non è dissenso. Non è libertà di espressione. È violenza. Le parole hanno un peso, ma quando si arriva a istigare alla violenza fisica, a invocare l’aggressione contro due donne, allora si è superato ogni limite accettabile”.

Scattata la denuncia, identificato l’aggressore web

La macchina dei controlli si è attivata immediatamente. Le due amministratrici termitane hanno sporto formale querela alle autorità competenti. Grazie alle verifiche tempestive della Polizia Postale e delle forze dell’ordine, l’autore dei messaggi d’odio è stato già identificato e denunciato.

Coro unanime di solidarietà dal mondo politico

Il caso ha sollevato un’ondata di sdegno e reazioni in tutta la Sicilia. Prima dell’intervento dell’assessore Tamajo, anche l’Anci Sicilia si era schierata al fianco delle amministratrici, condannando fermamente quello che è stato definito come un vile tentativo di intimidazione che mina la serenità di chi si spende quotidianamente per i territori.