Potrebbe essere un investimento consistente che potrebbe arrivare fino a mezzo miliardo di euro. Sarebbe la più grande delle ‘grandi opere’ che dovrebbero caratterizzare la Sicilia nel 2019 (QUI LE ALTRE). Si finanzierebbe da solo attraverso la dismissione degli affitti che attualmente costano alla Regione circa 20 milioni di euro ogni anno (il solo stabile occupato dall’assessorato regionale all’Economia in via Notarbartolo costa 1 milione e 600 mila euro l’anno di affitto). Dopo 20 anni (o forse meno) per la Regione rappresenterà un risparmio netto in bilancio oltre a tutti i risparmi indiretti legati al fatto che tutti gli uffici (o quasi) saranno concentrati in un’unica area. Una scelta che avvantaggerà anche il cittadino che troverà raggruppati tutti gli uffici regionali.

E’ il progetto per il Centro Direzionale della Regione siciliana che potrebbe entrare nel vivo proprio nel 2019. Nel collegato alla legge di Stabilità della Regione siciliana attualmente al vaglio della giunta regionale (e che all’Ars arriverà solo dopo l’approvazione di bilancio e finanziaria che sono urgenti) è stata inserita, infatti, una norma propedeutica a dare il via alle procedure che porteranno alla realizzazione del centro Direzionale.

Pochissime le notizie che filtrano dagli uffici dell’assessorato all’Economia anche perchè vige la disposizione del silenzio fino a quando la norma non sarà stata analizzata dalla Giunta di governo. Si apprende, però, che in due articoli (che potrebbero diventare uno solo) sono trascritte una serie di disposizioni di legge  in materia urbanistica, edilizia ed ambientale (nell’ambito delle competenze assegnate al Parlamento siciliano dallo Statuto) tali da permettere tutte le modifiche ai piani regolatori e non solo a quelli necessari per la realizzazione dell’opera.

Dovendo sorgere a palermo naturalmente il progetto è al centro di una fitta interlocuzione con il Comune. L’area identificata è quella ex Ems attualmente occupata, in piccola parte, dall’Assessorato Territorio e Ambiente ed in passato usato anche come centro di formazione. Si tratta di un’area che lo schema di massima del nuovo Piano regolatore di Palermo individua già come destinata a polo territoriale, ossia attrezzature e servizi urbani e metropolitani. Occorrono, però, degli accorgimenti normativi per procedere, e si tratta di quello che la Regione sta mettendo nero su bianco nel collegato.

Per il resto c’è il progetto di massima e lo sviluppo ipotetico della struttura. Si prevede l’allargamento di un ampio tratto di via Ugo La Malfa, il collegamento con il raccordo autostradale con un nuovo svincolo (parzialmente già costruito con la rotonda che collega alla via Cardillo e poi alla via Lanza di Scalea), ampi parcheggi anche per pullman e un capolinea di autobus (che potrebbe diventare area di servizio per le nuove linee di tram se veramente si faranno).

Poi c’è il centro direzionale vero e proprio, una struttura avveniristica che sarà alimentata con pannelli solari, avrà un basso impatto ambientale ed energetico, insomma è pensata per essere la costruzione più moderna mai realizzata in Sicilia.

Anche sul fronte del design si tratterà di strutture avveniristiche. Al centro una grande piramide in vetro che presuntuosamente ricorda quella del Louvre. All’interno della piramide lo snodo fra le varie costruzioni che costituiranno lo spazio per gli uffici, tre grattacieli, come detto alimentati da pannelli solari sul tetto.

Ma a prescindere dalle strutture e dalla loro realizzazione bisogna prima passare dalle norme. Se l’articolo (o i due articoli) saranno approvati prima dalla giunta e poi dal Parlamento, si passerà alla fase della progettazione esecutiva e contestualmente alla fase di reperimento delle risorse attraverso una operazione finanziaria da poco meno di mezzo miliardo di euro da fare con Cassa Depositi e Prestiti o con un gruppo di banche di investimenti selezionate.

Il percorso è ancora lungo ma la speranza del governo è di arrivare entro il 2019 alla fase di pubblicazione del bando. Chissà che dopo anni di discussioni la Regione non riesca ad avere il suo centro direzionale in costruzione prima della fine della legislatura