Papà, papà, perché siamo poveri? Io ho fame” Semplice, diretto e immediato. Un lungo silenzio spezzato da una sola domanda, tanto naturale, come sanno essere le domande dei bambini, quanto imbarazzante perché non lascia scampo, perché ci mette tutti in un angolo, quell’angolo dell’impotenza di chi non è in grado di dare una risposta diretta e univoca.

“Perché siamo poveri?” È la domanda che suona come un’invocazione che 1,2 milioni di bambini in Italia ogni giorno pongono ai propri genitori.  I bambini hanno bisogno di risposte, ma non sempre è possibile trovarle quelle risposte, per dare senso anche alle domande più semplici e più immediate.

I bambini che vivono in condizioni di estrema povertà hanno anche, e soprattutto, fame di giustizia sociale, di uguaglianza, di dignità. Hanno fame di normalità, di diritti e di quella spensieratezza di cui tutti i bambini devono godere. La condizione di deprivazione crea, invece, inevitabilmente, bambini di serie A e di serie B.
La campagna #lavocedeibambini è stata ideata da FABRICA sotto la direzione creativa di Oliviero Toscani, completamente pro bono per Fondazione L’Albero della Vita da anni in prima fila nella lotta contro la povertà minorile in Italia.

“La scelta di Fabrica e di Oliviero di raccontare con un registro stilistico così efficace e immediato un problema che tocca 1,8 milioni di famiglie in Italia” – racconta Ivano Abbruzzi, presidente di Fondazione L’Albero della Vita – “ha subito toccato le nostre corde. Il dramma delle storie che ogni giorno ascoltiamo passa dal silenzio di una risposta che non c’è e non si può dare. Quest’anno abbiamo voluto raccontare la povertà minorile, e il disagio che 1 bambino su 8 vive nel nostro Paese, con una modalità e un vocabolario tipico del minore”. Il risultato è di una naturalezza e di una semplicità disarmante, da lasciare l’adulto senza parole.

“Fin dalla sua fondazione, Fabrica ha sempre avuto una particolare attenzione per una comunicazione socialmente attenta. Numerose sono le campagne e le collaborazioni con importanti organizzazioni no-profit, per dare voce a discriminazioni, disagi, emarginazioni e libertà negate. Siamo quindi lieti di supportare la Fondazione L’Albero della Vita e di contribuire alla diffusione del messaggio contro la povertà minorile in Italia”-  afferma Oliviero Toscani.

Un bambino che vive in condizioni di povertà sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione, in un contesto caratterizzato dalla continua necessità di incrementare il proprio stock di capitale culturale e sociale per entrare e permanere nel mercato del lavoro e per costruire il proprio tessuto di relazioni.

È dunque essenziale riconoscere alle persone in età minore i loro diritti (come garantiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea) e, allo stesso tempo, riconoscere l’importanza del sostegno alle famiglie quali prime responsabili del benessere dei minori. Per Fondazione L’Albero della Vita, qualsiasi intervento per contrastare la povertà, deve porre al centro la riattivazione dei potenziali dei soggetti coinvolti.

Partendo proprio da questa consapevolezza, ovvero che i bambini possono e devono essere considerati soggetti attivi nella costruzione del proprio futuro e nelle scelte che li riguardano, Fondazione L’Albero della Vita con questa campagna introduce il nuovo pay off “La voce dei bambini”. L’intento e la mission dell’Ente è, infatti, dare voce alla vita dei bambini in tutto il mondo che vivono in condizioni di disagio. Fondazione L’Albero della Vita vuole portare la voce dei bambini all’attenzione di chi deve fare qualcosa, vuole dare spazio alla voce dei bambini che vogliono cambiare il proprio futuro e il mondo in cui vivono; vuole far conoscere le problematiche dei bambini e i loro drammi, ascoltare la voce del bambino che esprime il suo disagio e che chiede che siano rispettati i propri diritti. Vuole dare voce agli interventi e alle progettualità che pongono i minori al centro. Come il programma Varcare La Soglia che dal 2014 si prende cura dei minori e delle famiglie che vivono in situazioni di povertà assoluta.
Il programma è attivo a Palermo da sei anni nei quartieri Zen e Brancaccio e nel 2019 ha supportato 189 beneficiari, di cui 97 minorenni.