Sono stati oltre 1200 i piccoli artisti, provenienti da venti scuole della provincia di Palermo, che si sono esibiti ieri al Teatro Massimo in occasione della Cerimonia di chiusura di “Panormus: La scuola adotta la città”, giunta alla venticinquesima edizione. Dieci ore di musica ininterrotta si sono svolte al Teatro Massimo dalle 9 alle 19, vedendo i gruppi musicali e le orchestre delle scuole alternarsi in Sala Grande e in Sala Stemmi e riunirsi per provare e accordare in tutti gli spazi del Teatro.

Nel corso della giornata 4 mila spettatori sono stati intrattenuti nelle sale del teatro palermitano da varie esibizioni. A conclusione della giornata sul palcoscenico sono saliti i giovani della Massimo Kids Orchestra, della Cantoria e del Coro di voci bianche del Teatro Massimo, e la Marching Band della Kids Orchestra ha accompagnato fuori dal Teatro gli ospiti che per tutta la giornata lo hanno festosamente riempito.

Soddisfazione per il successo della giornata, dedicata alla memoria di Alessandra Siragusa, che venticinque anni fa aveva voluto la nascita del progetto “La scuola adotta un monumento”, da parte del sindaco Leoluca Orlando, dell’assessora Giovanna Marano e del sovrintendente Francesco Giambrone.

“Questa manifestazione è un modo per ricordarci la bellezza di Palermo – ha detto il sindaco Orlando – , bellezza che è l’unione di estetica ed etica e della ricerca dell’armonia, armonia con noi stessi, con gli altri, con l’ambiente, con il passato che deve sempre mirare al futuro”. L’assessora Marano ha ricordato che “la novità di questa venticinquesima edizione è appunto in questa nuova sezione dedicata alla musica. Il sottotitolo di quest’anno è “Palermo comunità delle donne e del vivere insieme”: nessun linguaggio è più globale ed accogliente della musica.

Il sovrintendente Giambrone ha ringraziato tutti i bambini e quanti sono accorsi in Teatro per ascoltarli. “Il Teatro Massimo – ha detto – dice grazie a voi perché questo Teatro lo viviamo insieme. Il Teatro ha senso quando è aperto, quando è un luogo dove tutti ci ritroviamo e possiamo fare musica. Dialogare, incontrarsi, confrontarsi, conoscere è la cosa che più serve oggi, e per questo il Teatro è aperto, e oggi ha accolto in questa grande festa i ragazzi della città e le loro famiglie”.