Guy Morel Diehi, detto Guizzo, è stato portato in caserma a Bagheria poco dopo il ritrovamento da parte dei carabinieri del corpo di Angela Maria Corona, la donna di 47 anni, strangolata e gettata da un ponte lungo la provinciale 16 tra Bagheria e Casteldaccia.

Guizzo è accusato insieme a  Toumani Soukouna, detto Pietro e a Maria Francesca Castronovo dell’omicidio della donna zia di quest’ultima.

Da qui contatta la madre e racconta di essere stato portato dai carabinieri che lo accusano dell’omicidio di una donna.

“Io non sapevo – dice alla madre come riportato nell’ordinanza del gip Angela Lo Piparo – Stavo passando e lei mi ha chiamato per aiutarla dicendomi di venire assieme a lei a casa sua per fare scendere qualcosa. Invece era un’anziana donna che dentro un sacchetto. Non avevo idea”.

La madre non ha creduto alla versione del figlio, ma consiglia al figlio di non cambiare versione. Poco dopo Guizzo chiama, Soukouna, ritenuto il complice del delitto. I due parlano in dialetto Nouchi della Costa d’Avorio pensando di non essere compresi. Guizzo racconta di trovarsi in caserma.

“So che il telefono è intercettato per questo parlo in Nouchi. Devi andare a casa mia”, i carabinieri nel corso della perquisizione “non hanno trovato i soldi che erano ben nascosti sopra l’armadio sono dentro un sacco blue assieme alle scarpe”. “Dove sei?” chiede Soukouna. “Sono nella caserma dei carabinieri” risponde Guizzo. Il giovane capisce subito di essere nei guai e mentre si trova in caserma fa un’altra telefonata ad un’altra persona.

“Mi serve un avvocato la situazione è grave. Sono in caserma a Bagheria”.

I carabinieri della compagnia di Bagheria, diretti dal comandante Federico Lori, coordinati dal pm Daniele Di Maggio e dal procuratore Ambrogio Cartosio di Termini Imerese, in poche ore avevano il quadro chiaro di quanto fosse successo. Il delitto non doveva essere commesso ne a Pasqua né a Pasquetta. Il territorio era presidiato ed incappare nei controlli era pressoché certo.

Nel luogo dove è stato trovato parte del corpo della donna uccisa con i vestiti indosso, jeans blu, scarpe da ginnastica nere, slip, calze, un reggiseno, una felpa sporca di sangue e due sacchetti di plastica neri è stata agganciata l’utenza di Soukouna.

A parte le diverse chiamate tra i due giovani prima dell’omicidio e subito dopo, le due utenze sono state agganciate nei pressi di Bagheria nella zona dove è avvenuto il delitto.

Uno dei due cellulari è stato agganciato nei pressi del luogo dove è stato gettato il corpo di Angela Maria. Non solo le telecamere dei paesi vicini hanno filmato il passaggio dei due giovani arrivati a Bagheria in bici all’alba, il passaggio della Citroen di Maria Francesca Castronovo in entrata e in uscita dal paese e il ritorno dei due giovani a Palermo che hanno preso il treno alla stazione di Bagheria.

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