Ci sarebbero degli intoppi burocratici alla base dello slittamento per la riapertura della piscina comunale di viale del Fante a Palermo. Chiusa dallo scorso 24 gennaio per l’accertamento della presenza di legionella nell’acqua, l’impianto resta ancora chiuso perché non è stato possibile effettuare la sanificazione. Il motivo sarebbero dovuto alla mancanza di alcuni documenti per l’affidamento dei lavori. Dal Comune assicurano che entro oggi il problema dovrebbe essere superato e nel fine settimana, quindi, gli interventi potrebbero essere programmati.

Le società sportive chiedono di fare in fretta

Questa chiusura sta creando non pochi problemi alle società sportive che la utilizzano. E’ stato già chiesto al Comune di far ripristinare gli impianti tecnologici alla ditta autorizzata, la Amg, in modo da permettere alle vasche di raggiungere la temperatura necessaria per poter essere utilizzate. Un’operazione necessaria per evitare di perdere dell’altro tempo.

L’attesa

In attesa della sanificazione dell’impianto nessuno potrà accedere e i dipendenti hanno dovuto lasciare immediatamente la struttura. I risultati emersi nei giorni scorsi sono relativi alle analisi di routine delle acque e hanno evidenziato la presenza di legionella in uno spogliatoio e di altri batteri nella cisterna che porta l’acqua in tutta la struttura. Sono stati avviati accertamenti per scoprire cosa ha causato il problema. Un caso di legionella era già stato accertato nei giorni scorsi anche a Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune.

Legionella ha fatto chiudere Villa Niscemi

Nei giorni scorsi, infatti, il bacillo ha fatto la sua preoccupante presenza anche a Villa Niscemi. La sede istituzionale dell’amministrazione, luogo di rappresentanza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e nel quale si sono tenute importanti cerimonie e conferenze stampa, è chiusa da un mese a causa dell’infestazione di legionella. Ciò da quando uno dei dipendenti ha scoperto la propria positività alla malattia.

Il batterio

Un batterio complicato da sconfiggere, capace di resistere nell’acqua e nel fango, nonché di diffondersi anche per via area. Dettaglio non da poco, visto che la tenuta storica presenta diversi spazi verdi nonché strade in terra battuta. Nemico grande appena 5 milionesimi di metro, che si annida nei polmoni provocando, a volte, febbre, dolori muscolari, mal di testa, astenia, ma sono anche legati all’apparato respiratorio con conseguentemente lo sviluppo di mal di gola, tosse e polmonite. Il focolaio del bacillo sarebbe scoppiato all’interno di un pozzo, usato anche per l’approvvigionamento idrico della struttura. Gli uffici hanno così contattato una ditta specializzata nelle attività di sanificazione delle reti idriche, al fine di porre fine ad un disagio che ha provocato il trasferimento di alcuni uffici comunali in altra sede.

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