• Prorogato al 30 settembre il termine per la presentazione istanze disabili gravissimi
  • Sprint all’Ars: approvata norma su accoglienza e inclusione
  • Bocciata la sanatoria abusi entro 150 metri dalle coste
  • Ma ok alla “mini sanatoria” nelle zone ad inedificabilità relativa.

Grazie ad una norma presentata dal M5S  (prima firma del deputato Antonio De Luca) concordata con l’assessore Scavone e sottoscritta da tutti i capigruppo è stato prorogato al 30 settembre per il solo 2021 il termine per la presentazione, parte dei disabili gravissimi, delle domande per ottenere il patto di cura.

“Rimediamo ai tempi concessi dall’assessorato alla Salute”

“Si pone così rimedio – commenta De Luca – ai tempi strettissimi concessi dall’assessorato alla Salute per la presentazione delle istanze, considerato che la circolare relativa, emessa il 22 giugno scorso,  fissava il termine ultimo per chiedere l’accesso al patto di cura al 30 giugno”.

Accelerazione all’ARS

Improvviso sprint ieri dell’Assemblea regionale Siciliana che ha approvato due norme: la prima sull’accoglienza e l’inclusione, e l’altra che boccia la sanatoria sugli abusi entro 150 metri dalle coste.

Ok unanime a legge accoglienza e inclusione

All’unanimità è arrivato l’ok alla legge per l’accoglienza e l’inclusione. “Sono molto contento per questa votazione, è un altro segnale importante dato dall’Assemblea”, ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. “Istituirò immediatamente l’osservatorio speciale”, h assicurato l’assessore al Lavoro Antonio Scavone. “E’ una legge di civiltà”, hanno detto nelle dichiarazioni di voto il capogruppo dem Giuseppe Lupo e il deputato stellato Nunzio Di Paola. “La Sicilia è terra di ospitalità, questa è una legge-quadro”, ha aggiunto il parlamentare Totò Lentini. “Su alcuni temi, quello dei diritti inalienabili, questo Parlamento non si divide”, ha affermato la capogruppo Udc, Eleonora Lo Curto. “Volevamo che la legge contenesse aspetti più chiari, nonostante queste criticità apprezziamo il lavoro svolto”, ha evidenziato la deputata di Db, Giusy Savarino. “Siamo felici per il percorso condiviso anche con le associazioni”, ha sottolineato il capogruppo di As, Sergio Tancredi.

Bocciata per due voti la sanatoria edilizia

Per soli due voti, l’Ars ha bocciato ieri un emendamento, presentato dal deputato Giorgio Assenza (DiventeràBellissima) che prevedeva la sanatoria degli immobili abusivi costruiti entro i 150 metri dalla costa e che non avevano potuto beneficiare della sanatoria nazionale dell’85. Il testo è stato bocciato con 24 voti contrari, 22 i favorevoli. Contro l’emendamento si era espresso il governo Musumeci (DiventeràBellissima è il movimento fondato proprio dal governatore), mentre la commissione Ambiente, presieduta da Giusy Savarino di Db, si era rimessa all’aula.

Il “giallo” dei deputati in aula ma assenti al voto

C’è tempo anche per un piccolo giallo dopo il voto con cui l’Aula ha bocciato l’emendamento che prevedeva la sanatoria. La norma non è passata per due voti, a scrutinio segreto. Ma dopo la votazione, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè si è accorto che almeno due deputati della maggioranza – Tommaso Calderone di Fi ed Eleonora Lo Curto Udc – pur essendo presenti in aula non risulta il loro voto. Miccichè ha chiarito che la votazione non sarà ripetuta ma ha chiesto agli uffici un chiarimento su quanto accaduto.

Ma passa la “mini-sanatoria”

Con 27 voti a favore e 16 astenuti (Pd e M5s), l’Ars ha approvato il ddl edilizia. Inoltre, per un solo voto a scrutinio segreto, 23 favorevoli e 22 contrari, l’Ars ha approvato il ddl stralcio con un solo articolo (il 20) che prevede la cosiddetta “mini-sanatoria” nelle zone ad inedificabilità relativa.

La decisione di separare l’articolo 20 dal resto del disegno di legge sull’edilizia era stata presa dalla Presidenza dell’Ars anche alla luce del rischio di una possibile impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri. Il presidente Gianfranco Miccichè ha dunque separato il destino della “mini-sanatoria” da quello del ddl sull’edilizia, per far sì che una eventuale impugnativa non blocchi ulteriormente il resto delle norme di settore contenute negli altri articoli del ddl approvato ieri pomeriggio.