Un operaio quarantenne di Alia, piccolo centro sulle Madonie in provincia di Palermo, è stato arrestato dai carabinieri accusato di violenza sessuale aggravata e lesioni personali. L’uomo era finito in carcere dopo che una giovane donna aveva raccontato ai militari dell’arma nel dettaglio i gravi abusi che avrebbe subito.

Ora agli arresti domiciliari

Nei giorni scorsi per il quarantenne si è attenuata la misura cautelare. Infatti, su disposizione, del Tribunale di Termini Imerese, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

La misura più tenue dopo il carcere è stata richiesta dalla difesa dell’indagato curata dall’avvocato Salvatore Di Gioia. Gli arresti domiciliari accordati dal giudice per le indagini, preliminari Valeria Gioeli, sono stati disposti dopo l’interrogatorio con il pubblico ministero.

Le accuse

Un fatto grave che ha scosso l’intero paese. L’arresto è stato effettuato dai carabinieri della stazione di Alia guidati dal maresciallo Alberto Castello. Secondo l’accusa il quarantenne avrebbe con violenza costretto la giovane donna a subire atti sessuali, arrecandole, inoltre, ferite alle mani, al ginocchio e al gomito.

Un’aggressione brutale avvenuta lo scorso 26 gennaio intorno alle 20, mentre la donna si trovava da sola, a piedi, nei pressi del cimitero comunale di Alia. Un’area isolata e che ha favorito l’aggressione di cui è accusato l’operaio.

Nello spazio dove sarebbe avvenuta la violenza, infatti, non vi erano altre persone che hanno assistito ai fatti, ha raccontato la ragazza agli inquirenti. Quella sera la giovane stava ritornando verso il paese dopo aver fatto una passeggiata. Il quarantenne, secondo il racconto della giovane, avrebbe atteso il suo arrivo nascosto dietro degli arbusti sul ciglio della strada, poi l’ha seguita per alcuni metri e successivamente l’ha afferrata.

L’uomo, approfittando del buio e in zona isolata ha bloccato la donna, tenendole la bocca chiusa per non farla urlare e, trascinandola in una stradina laterale le avrebbe usato violenza. La donna, ha raccontato, che nonostante fosse bloccata ha provato a urlare, ma senza successo.

Minuti interminabili per la giovane

Una aggressione violenta e che ha gettato nel terrore la ragazza. Minuti interminabili per la giovane. L’uomo è poi fuggito. Nei giorni successivi all’abuso per lui si sono aperte le porte del carcere. La notte di terrore per la ragazza si è conclusa con una lunga fuga dopo l’abuso. Infatti, appena lasciata dall’aggressore è scappata via di corsa e verso il centro abitato. La donna nei momenti di concitazione e soprattutto di paura ha riconosciuto il volto dell’aggressore che poi ha decritto ai militari che hanno in fretta rintracciato l’operaio e lo hanno arrestato. La vittima ha raccontato che conosceva di vista il suo aggressore e che lo aveva visto in giro per il paese.

Shock nel borgo

Il grave fatto di violenza ha colpito negativamente l’intero borgo soprattutto perché ha coinvolto persone conosciute nel piccolo Comune che conta poco più di tremila anime. Un paese tranquillo e con una comunità unita e che non ha fatto registrare finora atti di simile violenza e che creano allarme sociale anche per la presenza costante e attiva delle forze dell’ordine, che garantiscono il vivere civile. Una presenza, quella dei carabinieri, che la comunità sente vicina come tutela e protezione.

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