La situazione è drammatica e questa ormai è una certezza innegabile certificata anche dalla Corte dei Conti. Allora ecco che dopo l’arrabbiatura il governatore mette in riga i suoi a partire dagli assessori per continuare con i deputati,obiettivo tirare fuori la Sicilia dal pantano. Musumeci lo fa con una serie di appelli lanciati durante incontri pubblici degli ultimi tre giorni ma i suoi sono messaggi diretti, non certo trasversali, lanciati pubblicamente e che indicano la strada senza dimenticare di bacchettare chi vorrebbe tirarlo a fondo o affibbiargli responsabilità che lui non sente proprie.

Ed ecco che riparte l’asslto già da Messina durante il fine settimana  per continuare ieri a Gela ma sempre e solo con un obiettivo in vista del ritorno all’Ars di oggi

“Il voto segreto all’Ars è una vergogna che noi dobbiamo cancellare” ha detto Nello Musumeci intervenendo al teatro Vittorio Emanuele di Messina alla manifestazione durante la quale è stato tracciato un bilancio dei primi due anni di attività del gruppo di DiventeràBellissima al Parlamento Siciliano.

“È una pratica di tipo feudale, un mercato del voto parlamentare. Siamo l’unica regione d’Italia ad averlo ancora nei casi che non riguardano voti su persone o etici e di coscienza. É inconcepibile farne ricorso anche sulle leggi di riforma e per questo noi siamo pronti a cancellare questa vergogna che da oltre 70 anni contraddistingue la storia dell’Ars”.

Musumeci ha aggiunto: “Sembra impossibile risolvere in cinque anni tutti i problemi della Sicilia, eppure abbiamo il dovere e la necessità di farlo. Sono orgoglioso dei nostri deputati all’Ars, capaci e perbene. La strada è in salita e con il vento contrario, ma andremo avanti imperterriti e determinati, non ci fermeranno. Abbiamo già garantito la copertura finanziaria che ha consentito la stabilizzazione di oltre seimila precari dei Comuni siciliani, investito centinaia di milioni di euro sulla Sanità, contro il dissesto idrogeologico e per la manutenzione delle strade di quelle Province che Crocetta abolì con conseguenze disastrose”.

La manifestazione, che si è svolta davanti a una platea stracolma, è stata introdotta da Pino Galluzzo, deputato regionale messinese di DiventeràBellissima, e ha visto gli interventi dei parlamentari all’Ars Alessandro Aricò, Giuseppe Galluzzo, Giuseppe Zitelli e Giorgio Assenza e dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

“Il voto segreto all’Ars rischia di favorire il malaffare, soprattutto quando viene utilizzato in materie delicate come le opposizioni hanno fatto affossando la riforma dei rifiuti. La battaglia di DiventeràBellissima per abolirlo nei casi riguardanti riforme e leggi di spesa non si arresterà, andremo avanti fino in fondo”. Lo ha detto Alessandro Aricò, rivelando: “Nella scorsa seduta della Commissione regolamento dell’Ars, convocata proprio per mettere ai voti l’abolizione del voto segreto, erano presenti soltanto due dei dieci componenti, ed una era la nostra collega Giusy Savarino. Ma noi non ci arrendiamo, e abbiamo chiesto l’urgente convocazione di un’altra seduta sullo stesso tema”.

Aricò ha definito “vergognosi” gli attacchi delle opposizioni al governo Musumeci in seguito alla Parifica della Corte dei Conti: “Con l’attuale governo regionale c’è stata un’inversione di tendenza e il debito della Regione diminuisce, quindi è un falso storico attribuire a noi la responsabilità di un disavanzo causato da 30 anni di cattive amministrazioni”.

Ma domenica sono arrivate le bordate nazionali. Dopo l’annuncio dell’impugnativa della finanziaria bis è toccato all’affondo sui soldi europei non spesi come se Roma volesse approfittare di un momento di debolezza politica per affibbiare il colpo di grazia al governo regionale.

La prima risposta era arrivata dall’assessore Razza ma da Gela tuona Musumeci “Il ministro Provenzano ha perso un’occasione preziosa per tacere perché nessuno gli ha detto che da quando io sono alla guida della Regione, sono stati spesi più fondi di quelli chiesti dall’Unione europea, ed esattamente le risorse erano 680 milioni, ne abbiamo spesi 734, mentre Crocetta ne aveva spesi solo 6”.

“Al ministro e al Governo centrale – ha aggiunto – chiediamo piuttosto regole celeri perché oggi non bastano meno di 4-5 anni per realizzare un’opera pubblica nel Mezzogiorno. Il sud per recuperare la distanza con il nord ha bisogno di deroghe; c’è la necessità che i processi autorizzativi si esauriscano nello spazio di 6-8 mesi e così spendere subito il denaro disponibile”.

“I nostri nemici sono la burocrazia insieme a mafia e rassegnazione. La mafia, forse, un giorno riusciremo a sconfiggerla; burocrazia e rassegnazione non ne ho la certezza”.

E oggi si torna a riunire l’Ars con all’ordine del giorno una quantità di provvedimenti da adottare prima di entrare nel lungo tunnel della sessione di bilancio che si annuncia difficile ed ‘eterna’ E in discussione c’è anche la tanto attesa legge sulle Zone Franche Montane “Un provvedimento atteso da più di 1700 giorni da oltre mezzo milioni di siciliani residenti nei comuni posti sopra i 500 metri sopra il livello del mare” sottolineano i promotori.