Indagini della stazione di Monreale

Restauratore ex dipendente del museo diocesano indagato per furto, sostituiva le opere d’arte con falsi

I carabinieri della stazione di Monreale, supportati dal nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo, hanno denunciato in stato di libertà, C.G., restauratore 59 anni, ex dipendente del museo diocesano della Cattedrale di Monreale, sito del patrimonio Unesco.

Il restauratore, avrebbe rubato e sostituito con copie alcuni oggetti sacri di valore conservati nel museo diocesano della cattedrale di Monreale, sito patrimonio Unesco.

L’ex restauratore C.G. di 59 anni, è stato denunciato dai carabinieri accusato di furto aggravato.

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Il restauratore, custode del museo, secondo le indagini dei militari con l’ausilio dei colleghi del nucleo specializzato tutela patrimonio culturale, portava via oggetti in oro e li sostituiva con copie di poco valore. Se ne sono accorti anche i fedeli che hanno segnalato ai vertici della diocesi che alcune opere non erano più quelle conservate nel museo.

Le indagini sono iniziate nel 2019. Tra i reperti trafugati anche la corona d’oro massiccio della madonna sostituita con una copia fatta in argento placata in oro. La refurtiva ancora non è stata recuperata.

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Sono in corso indagini da parte dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo per individuare i canali di destinazione della refurtiva.

La nota della Diocesi di Monreale

In riferimento alla notizia, oggi comparsa nelle cronache, circa l’attività investigativa dei carabinieri di Monreale, riguardo i furti al museo diocesano e alla cattedrale di Monreale, si precisa che il responsabile dei reati accertati dai Carabineri non è mai stato dipendente dell’Arcidiocesi di Monreale, ma da oltre un ventennio collaborava come professionista per i restauri, la custodia del deposito e l’allestimento di varie mostre di arte sacra.

Appena si è avuto il sospetto, anche su segnalazione di alcuni privati, della non affidabilità del professionista, si è provveduto ad interrompere con lo stesso ogni rapporto di collaborazione, di interdirgli l’accesso ai depositi e a sporgere denuncia ai Carabinieri, con i quali si è avuto un rapporto di piena collaborazione per tutte le indagini.

Oggi a conclusione di questo lavoro investigativo, L’Arcidiocesi di Monreale ringrazia i Carabinieri della Stazione di Monreale, supportati dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, per la solerte e complessa attività che ha permesso di individuare il responsabile del trafugamento, il quale, contestualmente, sostituiva alcuni oggetti sacri preziosi con copie di modico valore custoditi nel Museo e nel Duomo di Monreale.

A tale riguardo, infatti, il 16 ottobre 2019 l’Arcivescovo di Monreale ha nominato una Commissione di indagine interna con il compito di accertare l’integrità dei beni culturali custoditi nei depositi e la loro corretta inventariazione, da cui è scaturita la denuncia degli ammanchi e delle sostituzioni costruite ad hoc.

Anche se non direttamente connesso con tali eventi, ma per una direttiva della Conferenza Episcopale Italiana, per una maggiore tutela e valorizzazione dei beni culturali degli Enti ecclesiastici dell’Arcidiocesi, grazie ai contributi della CEI derivanti dall’8×1000 alla Chiesa Cattolica sì è provveduto a istallare e potenziare i sistemi di allarme ed è in corso la revisione della catalogazione dei beni culturali ecclesiastici e la loro inventariazione informatizzata per una maggiore collaborazione con la CEI e gli Enti Pubblici competenti.

 

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