Il centro commerciale Conca d’Oro riavvia parzialmente le attività dopo l’incendio dello scorso primo settembre. Da oggi torna accessibile la cosiddetta “Zona Bianca”, l’area meno colpita dal rogo, che ospita 57 attività commerciali pronte ad accogliere i clienti a partire da mezzogiorno. La mattinata del taglio del nastro è stata caratterizzata da un iniziale problema logistico per l’ingresso dei giornalisti e dalla programmata assenza delle sigle sindacali, preoccupate per i risvolti occupazionali dei lavoratori delle aree ancora danneggiate.

Il chiarimento all’ingresso con gli operatori dell’informazione

La convocazione per la stampa era stata fissata alle ore 9,00, in concomitanza con l’arrivo dei rappresentanti istituzionali. Al momento dell’accesso si sono verificati alcuni disagi: il personale di sicurezza ha inizialmente riferito ai giornalisti e alle troupe televisive che non era consentito l’ingresso all’interno della struttura. Una scelta che ha ingenerato la convinzione, nei giornalisti, che ci fosse ancora qualcosa da non far vedere.

La situazione ha richiesto circa quindici minuti di chiarimenti e discussioni tra i giornalisti e i responsabili della sicurezza. Una volta superato l’intoppo organizzativo, i media sono stati ammessi all’interno, accumulando un ritardo complessivo di circa mezz’ora sul programma iniziale ma riuscendo comunque a seguire il sopralluogo ufficiale che era già comunque iniziato.

Il sopralluogo istituzionale nella “Zona Bianca”

Le autorità presenti hanno effettuato un giro ispettivo all’interno della porzione di galleria risistemata e messa in sicurezza per la ripartenza. Al sopralluogo hanno preso parte l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo, quello al welfare Nuccia Albano. il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e gli assessori comunali Giuliano Forzinetti, Totò Orlando e Mimma Calbrò, che hanno verificato le condizioni dei locali alla vigilia dell’apertura dei cancelli al pubblico.

Tamajo: “Nessuna passerella, obiettivo è la riapertura totale”

In merito alla ripartenza, l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, ha voluto precisare la linea delle istituzioni, frenando i toni trionfalistici: “La riapertura della zona bianca del Conca d’Oro rappresenta un momento importante, un primo passo che era giusto accompagnare con la nostra presenza. Ma voglio essere chiaro: oggi non è il giorno delle passerelle o delle celebrazioni. Sarà un momento di attenzione, responsabilità e soprattutto di rinnovato impegno”.

L’assessore ha poi sottolineato che il monitoraggio della situazione rimarrà costante fino al completamento di tutte le restanti parti della struttura: “Non dobbiamo abbassare la guardia. Questa prima apertura è certamente un segnale positivo, ma il nostro obiettivo resta uno solo: arrivare alla piena riapertura di tutte le zone. Solo allora potrò dirmi totalmente soddisfatto. Continueremo a seguire la situazione con la massima attenzione, mantenendo alta la pressione e lavorando affinché si possa arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione complessiva. Nessuna passerella, nessun trionfalismo. Ci siamo oggi e continueremo a esserci, con la stessa determinazione, fino a quando tutte le aree del Conca d’Oro non saranno nuovamente aperte e pienamente fruibili”.

Lagalla: “Oggi è punto di partenza non di arrivo”

“La riapertura di oggi rappresenta un punto di ripartenza importante per il centro commerciale “Conca d’Oro” e per tutto il suo tessuto economico e occupazionale. Un risultato raggiunto in tempi brevi grazie all’impegno dei commissari e alla collaborazione tra le istituzioni, a partire dalla Regione Siciliana e dal Comune di Palermo” dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

“Non è una giornata di festa, ma un passaggio importante di un percorso che non può considerarsi concluso. Il mio pensiero, infatti, va alle lavoratrici e ai lavoratori che, a causa dei danni provocati dall’incendio, non hanno ancora potuto riprendere la propria attività. A loro e alle loro famiglie va la nostra attenzione, con la consapevolezza che nessuno può e deve essere lasciato indietro.
Come Comune siamo al lavoro per individuare soluzioni concrete che consentano anche alle attività ancora escluse dalla riapertura di ripartire, attraverso la possibilità di una delocalizzazione temporanea in locali di proprietà comunale, in vista del periodo natalizio. L’obiettivo è creare le condizioni per tutelare l’occupazione e restituire prospettive a chi oggi si trova ancora in difficoltà.
Essere presenti oggi significa riconoscere il valore di questo primo passo, senza dimenticare chi è ancora in attesa di tornare al lavoro”.

“Per questo non abbasseremo la guardia: continueremo a lavorare, insieme a tutte le istituzioni e alle parti sociali, affinché questo percorso di ripresa sia il più possibile inclusivo e nessuno venga lasciato indietro” conclude il primo cittadino.

Il piano di recupero della struttura in tre fasi

La direzione del Conca d’Oro ha pianificato il ripristino del complesso commerciale suddividendolo in tre settori distinti, individuati in base alla gravità dei danni riscontrati:

  • La “Zona Bianca”: Rappresenta la porzione riaperta oggi, dove i danni materiali sono stati limitati e i lavori di ripristino si sono conclusi.
  • La “Zona Gialla”: Area intermedia che ospita 13 attività. Rimane momentaneamente chiusa in attesa del completamento dei controlli strutturali e degli interventi di adeguamento.
  • La “Zona Rossa”: Il settore in cui si è sviluppato il focolaio principale. I tempi di recupero saranno lunghi e una parte non riaprirà: il marchio Risparmio Casa ha infatti già comunicato il recesso dal contratto di locazione.

La posizione dei sindacati sui livelli occupazionali

I rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno scelto di non prendere parte alla cerimonia di inaugurazione. I segretari Giuseppe Aiello, Stefano Spitalieri e Ida Saja hanno spiegato in una nota che la decisione è legata alla solidarietà nei confronti del personale dipendente dei negozi situati nella zona rossa, per i quali non ci sono ancora certezze sul futuro lavorativo.

Le preoccupazioni riguardano in particolare la decisione di Risparmio Casa di lasciare la sede di Palermo, con la conseguente ipotesi di trasferimento del personale fuori regione, oltre alla scadenza di diversi contratti a termine che non sono stati rinnovati a causa della chiusura forzata dei punti vendita coinvolti dall’incendio.