A quasi due mesi dal violento incendio che ne aveva imposto la chiusura, domani venerdì 16 ottobre alle ore 9,00 il Centro Commerciale Conca d’Oro di Palermo riaprirà parzialmente le sue porte al pubblico. Alla cerimonia istituzionale del taglio del nastro sarà presente anche l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo. Quella che doveva essere una giornata di festa unanime si preannuncia però gelida sul fronte sociale: le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno annunciato ufficialmente che diserteranno l’evento in segno di protesta e solidarietà verso i lavoratori rimasti esclusi dalla ripartenza.
La strategia della riapertura in tre fasi
La direzione del centro commerciale ha strutturato il piano di recupero della struttura dividendo l’intera superficie commerciale in tre aree distinte, a seconda dell’entità dei danni riportati nel rogo di fine estate:
- La “Zona Bianca”: Rappresenta l’area in cui i danni sono stati minori. Sarà l’unica a riaprire domani mattina alle 9:00, consentendo il ritorno parziale alle attività e lo sblocco dei primi negozi.
- La “Zona Gialla”: È l’area situata in una fascia di transizione più vicina al focolaio dell’incendio. Rimarrà per il momento interdetta al pubblico e la sua apertura avverrà solo in un secondo momento, una volta completati i necessari ripristini strutturali e di sicurezza. Vi insistono 13 attività
- La “Zona Rossa”: Corrisponde al cuore dell’incendio, l’area in cui l’impatto delle fiamme è stato devastante. Per questa porzione di centro commerciale gli interventi da eseguire sono massicci, complessi e richiederanno tempi di lavorazione consistenti prima di poter ipotizzare una data di riconsegna. E’ già noto che un’apia porzione di quell’area non riaprirà. Si tratta di quella del centro risparmio casa che ha annuncio il recesso dal contratto anche perché proprio dal tetto di quella struttura sarebbe iniziato tutto
La dura presa di posizione dei sindacati: “Nulla da festeggiare”
Se da un lato la ripartenza della zona bianca restituisce un barlume di normalità, dall’altro si consuma il dramma occupazionale delle aziende e dei dipendenti legati alla zona rossa. Giuseppe Aiello (Filcams Cgil Palermo), Stefano Spitalieri (Fisascat Cisl Palermo Trapani) e Ida Saja (Uiltucs Sicilia) hanno espresso forte preoccupazione per una situazione che definiscono critica e priva di risposte concrete da oltre un mese.
“Apprezziamo la ripartenza, ma riteniamo la nostra partecipazione inopportuna e poco rispettosa verso chi sta perdendo o rischia concretamente di perdere il posto”, spiegano i segretari in una nota congiunta. Le prime ripercussioni sul tessuto economico locale sono già tangibili: il marchio Risparmio Casa ha formalizzato la decisione di abbandonare Palermo, prevedendo il trasferimento forzato dei dipendenti in altre sedi fuori città. Altre catene commerciali starebbero valutando il disimpegno definitivo, mentre decine di lavoratori con contratti a termine non hanno ottenuto il rinnovo della mansione a causa del blocco forzato della struttura.
Dai sindacati arriva quindi un richiamo alle istituzioni e alla direzione del Conca d’Oro: “Non si può celebrare un successo lasciando indietro intere famiglie. Servono tutele immediate, impegni precisi e soluzioni per salvaguardare l’occupazione di chi operava nelle aree colpite”.



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