La resa dei conti nella Democrazia Cristiana è servita. Con una mossa drastica che ridisegna totalmente la mappa del potere interno, la Direzione Nazionale del partito, riunita a Roma, ha azzerato l’assetto territoriale dello scudocrociato, decretando la decadenza immediata di tutti i commissari regionali. Un provvedimento che in Sicilia assume le proporzioni di un vero e proprio terremoto politico, l’ennesimo: il Segretario Nazionale Carmelo Pace – deputato all’ARS e capogruppo – assume direttamente la guida del partito nell’Isola come Commissario regionale ad interim, liquidando l’era dei tre commissari e disponendo la contestuale sospensione dell’onorevole Salvatore Giuffrida.
Il ritorno di Pace e lo smantellamento della linea Samorì
L’ascesa di Pace alla guida provvisoria della DC siciliana rappresenta una netta inversione a U e un radicale cambio di equilibri. Solo poche settimane fa, il parlamentare agrigentino era stato eletto Segretario Nazionale del partito dal Consiglio Nazionale.
Nei mesi scorsi, nella prima fase della gestione dell’era post Cuffaro, a reggere il partito a livello nazionale era stato Giampiero Samorì che aveva dato il via a una stagione di duro scontro interno, esautorando i vecchi riferimenti territoriali vicini al gruppo parlamentare dell’ARS e imponendo dall’alto una serie di figure di garanzia. L’ultima di queste era stata proprio l’onorevole Salvatore Giuffrida, nominato da Samorì per blindare la segreteria dell’Isola e protagonista di visibili frizioni politiche con lo stesso Pace in merito alla linea del partito e alle alleanze future. Uno scontro interno dalle alterne fortune
La spallata di Roma e il pieno controllo dell’Isola
Con la delibera di oggi, la neonata direzione politica guidata da Pace compie la sua spallata interna. Dichiarando decaduti tutti i commissari i cui incarichi non erano stati ratificati dalla Direzione Nazionale, il vertice romano ha formalmente smantellato la rete di nomine varata dalla vecchia gestione.
La sospensione di Giuffrida e l’interim preso da Pace segnano il ritorno del controllo del partito nelle mani dei deputati regionali siciliani, che avevano fatto blocco attorno al capogruppo ARS durante le scorse settimane di faida. Pace, già sindaco di Ribera, torna così a governare la trincea siciliana, il bacino di voti più importante d’Italia per la DC, ma questa volta con i gradi del segretario nazionale.
Nuovi assetti e tesseramento prorogato per “contarsi”
La riorganizzazione non si ferma all’Isola. Per blindare la nuova segreteria, a Roma è stato nominato il piemontese Mauro Carmagnola come Segretario organizzativo nazionale, mentre il coordinamento politico dell’Ufficio nazionale è andato a Riccardo Galioto.
Per permettere alle varie anime del partito di riorganizzarsi dopo questo repulisti e prepararsi alla stagione dei congressi, la Direzione ha infine prorogato il tesseramento fino al 31 dicembre 2026. Una mossa strategica che servirà a Pace per consolidare la propria leadership sul territorio, riaprire le iscrizioni e blindare la DC siciliana in vista delle scadenze elettorali regionali.
Una vicenda nella quale non ci sono torni o ragioni ma solo uno scontro politico interno legato ad una diversa visione del partito. Non è esclusa una contromossa nelle prossime settimane






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