Svolta negli equilibri politici a Palazzo dei Normanni. I partiti centristi dell’Assemblea Regionale Siciliana si uniscono e danno vita a un nuovo gruppo parlamentare unico. L’operazione punta a ricostituire e compattare l’area moderata e popolare nel parlamento siciliano, unendo sotto lo stesso tetto gli esponenti di Noi Moderati, Democrazia Cristiana (DC) e Unione di Centro (UDC).
Al nuovo gruppo parlamentare aderiscono ufficialmente cinque deputati regionali: Ignazio Abbate, Nuccia Albano, Marianna Caronia, Serafina Marchetta e Carmelo Pace. Si tratta di una sorta di risposta anche agli scontri in casa Dc degli ultimi mesi e agli addii degli ultimi giorni e delle ultime ore. Il nome ufficiale della neonata componente e i dettagli programmatici dell’iniziativa politica verranno svelati alla stampa nei primi giorni di novembre, nel corso di una conferenza stampa formale che si terrà a Palazzo dei Normanni.
La risposta all’appello per il Partito Popolare Unico
La nascita di questo gruppo unico rappresenta la prima traduzione pratica e concreta dell’appello lanciato nelle scorse settimane da Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati. A metà ottobre, Romano aveva pubblicamente rilanciato la necessità di dar vita a un “partito popolare unico” in vista delle elezioni del 2027. Sfruttando il ritorno a dinamiche proporzionali introdotte dalla nuova legge elettorale, Romano aveva esortato tutte le sigle che si riconoscono nella tradizione democratico-cristiana e nel popolarismo europeo a non disperdersi, mettendo in comune le proprie storie senza rinunciarvi.
L’unione dei deputati all’ARS si configura come il primo pilastro di questo progetto di aggregazione, pensato per ridare rappresentanza e una casa comune ai milioni di elettori moderati che si sono progressivamente allontanati dalle urne.
La regia romana dell’operazione
Dietro alla nascita del gruppo unico all’ARS c’è una forte e strategica regia nazionale. L’operazione è stata gestita e coordinata direttamente sull’asse Palermo-Roma, vedendo il pieno coinvolgimento e il benestare dei vertici nazionali dei partiti coinvolti. I leader e i quadri dei rispettivi movimenti – tra cui Massimo Dell’Utri per Noi Moderati, Carmelo Pace per la DC, Decio Terrana per l’UDC, e figure storiche del calibro di Lorenzo Cesa e Gianfranco Rotondi non sono certo estranei ad un percorso che parte dalla Sicilia.
Un coordinamento centralizzato che lascia pensare come il laboratorio siciliano non sia un caso isolato ma il primo passo di una strategia di più ampio respiro nazionale per la ricostruzione formale del Centro in Italia, in vista delle scadenze elettorali del 2027.



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