Fumata bianca alla Regione Siciliana: è stato risolto stamattina all’alba il problema informatico che aveva congelato la firma dei contratti per oltre 800 dipendenti promossi. Superate le criticità tecniche all’assessorato dell’Economia, la macchina burocratica si rimette in moto e nelle prossime ore verranno comunicate le modalità per le nuove sottoscrizioni.

La svolta dopo il blocco tecnico

Il cortocircuito informatico che impediva il caricamento dei dati del rendiconto della Regione Siciliana sulla Banca dati delle amministrazioni pubbliche (Bdap) del Mef è stato finalmente superato dopo ore di lavoro non stop. Senza questo inserimento telematico, i sistemi nazionali bloccano automaticamente qualsiasi nuova assunzione o progressione di personale, determinando la sospensione temporanea delle procedure.
“Ringrazio tutto il personale che in questi giorni ha lavorato con abnegazione, senza guardare agli orari, per risolvere il problema e consentire la ripresa delle procedure – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani –. Un impegno prezioso per dare una risposta concreta a chi attende di iniziare il proprio lavoro al servizio della nostra amministrazione”.

Il contesto: una settimana “allucinante” per 832 lavoratori

La risoluzione del guasto mette fine a una settimana di pura tensione a Palazzo d’Orléans e tra i corridoi degli uffici regionali. Solo pochi giorni fa, il governatore Schifani aveva definito la situazione una “vicenda allucinante”, esprimendo forte irritazione e annunciando l’avvio di un’indagine amministrativa interna per accertare le responsabilità del mancato aggiornamento dei sistemi informatici.
Il blocco ha colpito una platea di ben 832 dipendenti storici inseriti nel piano di progressioni verticali:

  • 296 assistenti pronti a transitare nel ruolo di funzionari;
  • 536 coadiutori da promuovere al profilo di assistente.

Lunedì erano iniziate a Palermo le prime firme dei contratti, ma quarantotto ore dopo era arrivata la doccia fredda della Funzione pubblica: stop immediato e annullamento dei contratti già siglati, i quali – per via del disguido – andranno interamente rifatti e firmati nuovamente nelle sedi decentrate dei singoli capoluoghi di provincia.

Le prossime ore

La protesta dei sindacati (Siad-Csa-Cisal), che avevano chiesto tutele e permessi retribuiti per evitare penalizzazioni economiche ai dipendenti costretti a tornare a firmare, trova ora una risposta nella risoluzione del guasto tecnico. Resta attiva l’indagine interna per capire come sia stato possibile un simile blackout burocratico, ma intanto, per gli oltre ottocento lavoratori rimasti col fiato sospeso, l’attesa è finalmente finita. Nelle prossime ore l’amministrazione renderà note le tabelle orarie e le scadenze per la firma definitiva.