In sciopero il prossimo il 15 giugno i lavoratori del consorzio di bonifica Palermo 2. Lo stato di agitazione e lo sciopero sono stati proclamati da  Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil di Palermo. “Non si può più chiedere a lavoratori che da marzo non percepiscono lo stipendio – dicono Dario Fazzese, Francesco Nuccio e Gerlando Inzerillo, segretari delle tre sigle sindacali – di garantire, anche con proprie anticipazioni, i costi per il funzionamento di una macchina che avrebbe bisogno di ingenti investimenti. La Regione – sottolineano- non ha garantito ad oggi le risorse necessarie, a partire da quelle per la  benzina dei mezzi”.

Lavoratori esasperati

Ecco allora che i lavoratori riuniti in assemblea , esasperati dalla situazione, fanno sapere Fazzese, Nuccio e Inzerillo, “hanno dato mandato al sindacato di indire la protesta”. I segretari palermitani di Flai, Fai e Filbi Uila sottolineano che “ a campagna irrigua già cominciata la grave situazione finanziaria del consorzio sta rischiando di comprometterne l’efficacia”.

La lettera al prefetto

Fazzese, Nuccio e Inzerillo fanno sapere di avere anche scritto alle associazioni degli agricoltori e al prefetto di Palermo chiedendo agli agricoltori di “essere protagonisti di questa battaglia”. Al prefetto Flai, Fai e Filbi Uila sollecitano invece un intervento nei confronti delle istituzioni, affinché queste “si adoperino velocemente per risolvere il problema del consorzio Palermo 2, che sta determinando un serio danno per i lavoratori e per l’agricoltura palermitana”.

Le rimostranze

Già da giorni protestano in realtà i sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila/Filbi Uil regionali per il persistere del congelamento del 40% delle risorse destinate a Consorzi di bonifica, comparto forestale ed Esa da parte del governo regionale, nonostante il governo nazionale abbia sbloccato 70 milioni di euro del triennio 2020- 2024 a favore della Regione Sicilia. All’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao e all’Ars è stato chiesto di “rivedere l’assegnazione delle risorse tenendo nella giusta considerazione il comparto agricolo e forestale”. Flai, Fai e Uila/Filbi rilevano che mentre “sulla carta altre categorie vedono confermato il loro budget, comparti che rappresentano lo sviluppo e la salvaguardia del territorio  e il destino dell’agricoltura vengono lasciati a corto di risorse”.

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