Non ci sono elementi per dimostrare che le stragi del 1993 in Italia, quelle che seguirono le stragi del ’92 a Palermo quindi falcone e Borsellino, facessero parte di una strategia per garantire l’affermazione po0litica di Forza Italia. Il gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri.

Il decreto di archiviazione del 15 gennaio scorso

“Mancano elementi concreti su rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi” scrive il gip di Firenze che ha firmato il decreto di archiviazione addirittura il 15 gennaio scorso. Si tratta della sesta archiviazione di indagini che andavano in questa direzione.

L’ipotesi perseguita con insistenza

L’ipotesi che gli inquirenti hanno perseguito con insistenza per anni e che veniva e viene tacciata di assurdità era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Silvio Berlusconi. Dopo la morte di Berlusconi l’inchiesta, che riguardava le stragi di Firenze, Milano e Roma, vedeva coinvolti Marcello Dell’Utri. La morte di Berlusconi, il 12 giugno del 2023, non era bastata a chiudere questo capitolo.

Le reazioni, da Giorgia Meloni a Marina Berlusconi

“Il centrodestra italiano – ha detto ieri la premier Giorgia Meloni – non si fonda sull’illegalità e non accetta che la propria storia venga letta attraverso teoremi costantemente smentiti nel tempo. Rivendico con fermezza e orgoglio il ruolo politico e istituzionale di questa comunità: il centrodestra è, ed è sempre stato, una forza della legalità e per la legalità in Italia”.

Per Marina Berlusconi l’inchiesta che definisce “insensata” è servita solo ad alimentare  “Trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali”.

Il Presidente della Regione siciliana Renato Schifani

“L’archiviazione di questa vicenda chiude un capitolo che per anni ha pesato sul piano umano, politico e istituzionale. Da siciliano, ritengo che la ricerca della verità sulle stragi mafiose debba proseguire senza sosta, ma sempre nel rispetto dei fatti e delle decisioni della magistratura. Oggi emerge con chiarezza che accuse tanto gravi nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri non hanno trovato riscontro” ha commentato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando la decisione della Gip del tribunale di Firenze.