Il ponte Corleone torna ad essere una barriera architettonica per la viabilità di Palermo. Complice il rientro al lavoro post festivo di migliaia di cittadini, l’area all’altezza del carcere Pagliarelli è nuovamente scenario di ingorghi e disagi.

Il viadotto di viale Regione Siciliana ha compiuto di recente sessant’anni. E li dimostra tutti. Pensato all’epoca del boom economico per scavalcare il fiume Oreto, oggi quell’arco di strada mostra i segni del tempo. Da anni si prova a recuperarlo. Più precisamente dal 2003, quando si iniziarono a segnalare i primi problemi strutturali. Da allora, il raddoppio del viadotto è rimasto soltanto un progetto scritto a matita e cancellato dalla gomma della politica e delle lungaggini burocratiche. A pagare il conto di questi ritardi sono i palermitani, condannati a decine di minuti in coda ogni giorno. Problema che, presto, potrebbe non riguardare più una sola carreggiata, quella in direzione Catania, ma entrambe le corsie.

Ponte Corleone: a breve restringimento anche in direzione Trapani


Il traffico sul ponte Corleone è diventato nuovamente infernale. Colpa dell’imbuto causato dal restringimento di carreggiata all’altezza dello svincolo del carcere Pagliarelli. Un luogo dove si passa improvvisamente da tre ad una corsia, al fine di consentire il rispetto dell’ordinanza sindacale imposta per motivi di sicurezza. Ciò dopo il risultato della perizia preliminare della Icaro Progetti. Un caos che provoca code che vanno ben oltre il ponte di via Ernesto Basile e che costringono gli automobilisti ad attendere il proprio turno per passare. Un caos a cui non ci sono alternative e che non potrà che peggiorare con il ritorno a scuola degli studenti.

La situazione della viabilità, in direzione Catania, risulta così critica. E potrebbe diventarlo a breve anche sull’altro fronte di viale Regione Siciliana, quello in direzione Trapani. L’ordinanza prevede infatti l’instaurazione del restringimento di carreggiata in entrambe le carreggiate. Fatto che ricorda anche il capogruppo della Lega Igor Gelarda, che lancia l’allarme sul fronte della mobilità cittadina.

“Il problema del traffico sul ponte Corleone non può che peggiorare. Dal lato in direzione Trapani, a giorni, verranno installati i new jersey e la sede stradale si ridurrà, anche da questa parte, ad una sola corsia. Strutture che il Comune sta attendendo e che arriveranno a breve. Ci sarà un delirio di traffico anche da quel lato. Fra qualche mese si concluderà la progettazione, chissà quando inizieranno i lavori. Insomma, l’aver perso tempo, da parte dell’Amministrazione Comunale, significherà che la sofferenza per i palermitani si potrarrà ancora a lungo”.

“Lavori per consolidare il ponte Corleone? I soldi non ci sono”

Il cielo si fa dunque sempre più nero sulle teste dei palermitani. Un problema, quello delle restrizioni sul ponte Corleone, che si potrà risolvere soltanto con i lavori per l’edificazione delle bretelle di raddoppio e per il consolidamento del viadotto esistente. Intervento, quest’ultimo, sul quale il capogruppo del Carroccio è decisamente pessimista. “La situazione è in fase di stallo. A parte aver osservato che alcune cancellate dei parapetto sono attaccate con lo spago, di fatto la situazione è ferma. Fra qualche giorno, la ditta Icaro Progetti consegnerà i risultati dei carotaggi all’Anas, che farà la progettazione. In base a ciò, sapremo l’entità dei lavori. E se riguarderanno tutto il ponte o solo una parte”.

Il problema riguarda l’aspetto economico, non ancora quantificato con precisione. “Sapremo anche quanto verrà a costare sistemare il ponte. In questo momento, somme a disposizione non ce ne sono. In un primo momento, si era stabilita una cifra di venti milioni di euro per consolidare il ponte. L’assurdo è che, per i lavori del raddoppio, i soldi ci sono, per la ristrutturazione no”.

Le regole della nuova ordinanza

Proprio in seguito ai controlli eseguiti nelle ultime settimane, si sono rese necessarie alcune modifiche al transito. Il dirigente Sergio Maneri ha infatti predisposto una nuova ordinanza per adeguare la circolazione stradale alle indicazioni date dai tecnici della Icaro Progetti. Sul ponte Corleone è stato così istituito il passaggio su una sola carreggiata in entrambi i sensi di marcia. La sede stradale risulta così ristretta a 3,50 metri, attraverso il ricorso a New Jersey, cordoli e segnaletica orizzontale. Il passaggio da tre ad una corsia è segnalato a partire da 250 metri prima del ponte.

Rimane vietato il transito pedonale. Ciò fino quando non saranno ripristinate le barriere di protezione. Cambia anche il limite di velocità sul viadotto. Da 30 km/h, i mezzi potranno percorrere il ponte Corleone fino a 60 km/h. Questo perchè le carreggiate risultano più solide al centro. Elemento che ha consentito di elevare anche il limite di peso, che passerà così da 27 a 44 tonnellate.

La relazione della Icaro Progetti sul ponte Corleone

Cambiamenti nell’ordinanza sindacale derivati dalle richieste degli ingegneri della Icaro Progetti, i quali hanno effettuato un ulteriore sopralluogo il 3 dicembre. Questo per verificare se vi fossero condizioni di pericolo incombente. Controllo dal quale è emerso una “grave situazione di ulteriore degrado. Localizzato in corrispondenza degli appoggi della trave tampone, in adiacenza al giunto, sui pilastri di appoggio delle travi che sostengono l’impalcato tampone. Tale impalcato poggia, da un lato, direttamente sulle estremità superiori dei pilastri del ritto A, in atto parzialmente danneggiate e che sembrano subire una sollecitazione eccessiva“.

Gli esperti hanno poi evidenziato la presenza di infiltrazioni d’acqua su diversi elementi architettonici del ponte Corleone. “Dall’altro lato, tale intradosso risulta abbassato di circa 5 centimetri rispetto al tratto adiacente al giunto Gerber sulla parte a sbalzo – prosegue la relazione -. In aggiunta, le selle Gerber e le strutture di supporto mostrano infiltrazioni abbondanti d’acqua dai giunti, perfino infiltrazioni che proseguono all’interno della lesione del pilastro del ritto A. Si è ritenuto quindi che le condizioni del traffico sul ponte risultino attualmente eccessive, e che la sua sicurezza sia affidata soltanto alla efficacia delle protesi metalliche del 2002, anch’esse soggette a degrado a motivo delle infiltrazioni”.