Un albero di Natale per ricordare all’Amministrazione Comunale l’impegno per l’abbattimento dell’ecomostro di via Tiro a Segno. Sotto questo spirito, l’associazione “Ecomuseo Mare Viva”, con la collaborazione della scuola “Amari Roncalli”, ha posizionato un arbusto di abete sulla struttura nei pressi del porticciolo di Sant’Erasmo, a Palermo.

Un’azione simbolica mirata infatti a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della riqualificazione dell’area, soggetta a continui abbandoni di rifiuti e diventata ritrovo per alcuni senzatetto ed ubriachi, che hanno disturbato il quieto vivere dei residenti.

Il caso dell’ecomostro di via Tiro a Segno

L’ecomostro di via Tiro a Segno è un bene confiscato alla mafia, entrato nella giurisdizione del Comune di Palermo nel 2018. Sulla struttura, vi è un progetto di riqualificazione che prevede, inoltre, l’abbattimento della palazzina, per potere edificare un bene da destinare alla comunità. Ad inizio marzo la Regione approvò, nell’ambito della programmazione degli stanziamenti del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale, il progetto presentato dal Comune di Palermo per la tutela della biodiversità e la valorizzazione del paesaggio rurale relativo alla Valle dell’Oreto, finanziato con un importo di oltre 5,6 milioni di euro. Il progetto, salvo proroghe legate al Covid 19, dovrà concludersi entro la fine del 2023.

Ed è proprio in questo pacchetto di investimenti che è inserita la riqualificazione dell’area di via Tiro a Segno. Obiettivo che, però, dovrà passare dall’eliminazione dell’ecomostro. Richiesta mossa più volte dalle associazioni e dai residenti, ad oggi caduta nel vuoto. E proprio al fine di avviare una rivalutazione dell’area, i residenti e gli attivisti hanno deciso di creare un campetto di calcio. Struttura destinata ai bambini della zona allo scopo di aprire uno spazio ludico-motorio in un’area investita da problemi di degrado e di incuria.

Randazzo (M5S): “Comune mantenga impegno su via Tiro a Segno”

Presente all’iniziativa anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Antonino Randazzo. L’ex capogruppo pentastellato a Sala delle Lapidi, impegnato nella riqualificazione dell’area, ha partecipato all’evento in qualità di cittadino. “E’ un’iniziativa dell’ecomuseo Mare Viva e della dirigenza scolastica della scuola “Amari Roncalli”. Questa rappresenta infatti una forma di protesta per ricordare all’Amministrazione Comunale che c’è questo ecomostro. C’è un progetto per riqualificare l’area che prevede l’abbattimento della struttura. Abbiamo chiesto al Comune un impegno in tal senso, ricevendo un feedback positivo da parte del vicesindaco Fabio Giambrone. L’intervento è inserito in un’opera di riqualificazione complessiva, ovvero del contratto “Foce del Fiume Oreto”, al quale stanno lavorando le associazioni”.

“Avvenuti episodi spiacevoli”

“Ma intanto bisogna abbattere questo ecomostro. Questo perchè, all’interno, avvengono episodi spiacevoli. Vi sono stati episodi di abbandoni di rifiuti. Il luogo è diventato meta per ubriachi e senzatetto, che hanno disturbato i residenti. Quindi è opportuno toglierlo, estirpando questo rudere che tiene nel degrado quest’area. C’è la volontà, da parte dei bambini, di far rivivere quest’area, facendola diventare un luogo pedonale e fruibili da bambini e famiglie.

Problemi legati allo scarico fognario dell’immobile

Un’opera di riqualificazione dell’area che dovrà necessariamente passare dalla risoluzione del problema legato al sistema fognario del civico 60. Gli scarichi del palazzo, infatti, non risultano collegato al collettore fognario. Ciò causa il riversarsi di liquami sulla via laterali. Una situazione che coinvolge ben 130 famiglie, alcune con soggetti con problemi respiratori.

Una situazione segnalata il 4 settembre 2020 proprio dallo stesso Antonino Randazzo che, scrivendo al Servizio Igiene del Comune di Palermo, ha evidenziato un quadro di “emergenza igienico-sanitaria”. Con la nota 6285/01, il Dipartimento di Prevenzione Palermo aveva comunicato inoltre di aver accertato “lo sversamento di reflui lungo l’area perimetrale dell’edificio in una zona esterna di probabile pertinenza condominiale. Le acque nere, rigurgitando da tubi di scarico a vista, rendevano mefitico tutto l’ambiente circostante“. Ad oggi, però, il problema non è risolto.

“C’è un problema legato a questo immobile, che non è collegato al sistema fognario – sottolinea Randazzo -. Lo scarico deve essere regolarizzato. E’ stata fatta un’ordinanza sindacale che ordina di trovare una soluzione, perchè è una situazione igienico-sanitaria grave. Purtroppo, ad oggi, nulla è stato fatto. Noi chiediamo all’assessorato ai Lavori Pubblici e all’Amap di attivarsi per risolvere il problema”.