Due interi paesi si fermano oggi pomeriggio per l’ultimo saluto a Paolo La Rosa, il giovanissimo ucciso a coltellate l’altro ieri sera in una piazza di Terrasini poco distante dalla discoteca dove aveva trascorso la serata.

Due paesi attoniti, divisi fra rabbia e dolore. Giovani e meno giovani di Cinisi e Terrasini si chiedono ancora perchè, come tutto questo possa essere accaduto. Una folla oceanica quella che si è riunita in piazza a Cinisi tanto che la funzione funebre è stata allestita su un palco proprio in piazza dopo aver accertato che la chiesa non avrebbe mai potuto contenere neanche una minima parte dei partecipanti.

Per un giorno il grande schermo pubblicitario che accoglie chi arriva a Cinisi appena superata la pasticceria Palazzolo e prima di arrivare in piazza non trasmette immagini pubblicitarie. Su quel grande schermo passano le foto del giovane la cui vita è stata spezzata all’improvviso dal fidanzato della sorella al culmine di una banale lite.

Ad officiare le esequie l’Arcivescovo di Monreale Monsignor Michele Pennisi. Per il funerale si è dovuto attendere il permesso degli inquirenti. Il corpo senza vita di Paolo La Rosa, flagellato dai fendenti che hanno provocato la sua morte, infatti, è stato già sottoposto all’esame autoptico.

“Mentre ci stringiamo con affetto ai familiari esprimiamo raccapriccio e sgomento per quanto accaduto frutto di una violenza disumana in cui non si riconoscono le comunità di Cinisi e Terrasini”. Così l’arcivescovo di Monreale monsignor Michele Pennisi nella sua omelia.

Il presule ha espresso la più “dura condanna morale” nei confronti di un omicidio che manifest “l’assenza di timor di Dio ma anche dei valori fondamentali come la sacralità della vita umana”.
“Siamo di fronte ad un diffuso analfabetismo etico – ha aggiunto – . Scuole,  famiglie, istituzioni e Chiesa a partire dalla tragica morte di questo giovane siamo chiamati a riflettere sulla nostra società. Siamo chiamati ad educarci ed educare alla vita buona del Vangelo. Sulla vendetta deve prevalere la ricerca della giustizia a cui si deve accompagnare il rifiuto del circo diabolico della violenza”.

La sua salma è stata già stata restituita alla famiglia ieri nel tardo pomeriggio ed in serata ha fatto rientro a Cinisi. La camera ardente è stata allestita per volere dei suoi genitori, nella sua casa presso il ristorante di famiglia “Grace” ed è rimasta aperta fino alle 19 di ieri sera e poi tutta la mattina di oggi fino alle 15, quando il corteo funebre è partito per accompagnare il feretro fino al luogo dell’ultimo saluto.

L’intera comunità continua a stringersi attorno al padre Carlo, alla mamma Loredana e alla sorella.

Per l’omicidio di Paolo La Rosa, è già finito in carcere Alberto Mulè, mentre il cugino Filippo Mulè, è indagato per favoreggiamento. Quest’ultimo è stato arrestato anche per un tentato omicidio commesso il 7 settembre dello scorso anno, sulla spiaggia Magaggiari di Cinisi ai danni del 20enne Pierpaolo Celestre.