Sbarcano a Sigonella i nuovi Superdroni. Sarà una coincidenza con gli scenari di guerra al di la del Mediterraneo ma proprio in queste ore arrivano i nuovi Ags (Alliance Ground Surveillance) supertecnologico sistema di sorveglianza della Nato che ha il suo quartier generale proprio nella base di Sigonella.

L’arrivo della nuova tecnologia non è un mistero, era già previsto per la prima metà del 2020. Ieri la cerimonia ufficiale di consegna dei primi due dei cinque velivoli a pilotaggio remoto RQ-4D Global Hawk che consentiranno al sistema di raccogliere immagini e informazioni.

I droni spia Nato sono giganti da oltre 14 tonnellate di peso e 14 metri di apertura alare. Pilotati da terra possono volare ad altissima quota per 30 ore consecutive, coprendo oltre 16mila chilometri in una sola missione (le specifiche tecniche parlano di oltre 22mila chilometri in condizioni ottimali). Sono uno strumento di sorveglianza in grado di tenere sotto controllo l’intera area del Mediterraneo, l’Africa e il medio Oriente.

Il progetto Ags, avviato nel 2009, è operativo già da alcune settimane. Vi partecipano 15 diversi Paesi fra cui, naturalmente, l’Italia. Il Comitato No Muos-No Sigonella protesta non solo contro la presenza di base e nuovi droni ma anche contro la scelta di inaugurarli proprio ora “La scelta di inaugurare proprio oggi, nel 29/o anniversario dell’inizio della prima guerra in Iraq è un macabro avvertimento di come gli Usa e la Nato stanno utilizzando ed utilizzeranno sempre più la Sicilia – scrive il comitato – l’assassinio del generale iraniano Soleimani in Iraq rischia di innescare una nuova micidiale spirale di guerra dal Medioriente alla Libia”.

Intanto in Italia esiste una forza politica extraparlamentare, Azione Civile con il suo presidente Antonio Ingroia bolla le risposte governative come provinciali e chiama alla mobilitazione “guardiamo con sgomento e angoscia alle notizie di queste settimane provenienti da Nord Africa e Medio Oriente che vedono materializzarsi il rischio di guerra ed instabilità mondiali. Davanti a tutto questo è surreale e assurdamente provinciale il dibattito e le risposte politiche nel nostro Paese – si legge in una nota – L’Italia è pienamente coinvolta in questi scenari di guerra. Per la partecipazione alla Nato, braccio armato dell’imperialismo USA, e a missioni militari in Libia, Iraq, Turchia, Niger ed altri”.

“Per gli accordi e interessi economici con Egitto, Turchia, Libia, Iraq ed altri – si legge ancora – Per la presenza di basi militari USA e Nato sul proprio territorio, da Camp Darby a Sigonella alla Niscemi del MUOS. Per le armi vendute a Turchia, Arabia Saudita e altri”. “Occorre uscire dalla spirale che la guerra totale e il militarismo innescano a favore di interessi geopolitici ed economici di grandi potenze e di immensi interessi capitalistici. Non è più accettabile che tutto questo prosegua! – si legge – Azione Civile sosterrà ogni voce contro la guerra e i giochi di potere di ”politici” inginocchiati ad interessi economici crudeli e criminali”.