Non si ferma la protesta per il caro biglietti aerei, anzi si allarga a macchia d’olio tra gli utenti della rete, nel mondo dell’imprenditoria e della politica. Tutti d’accordo: biglietti troppo cari da e per la Sicilia. Un problema che blocca lo sviluppo e blocca la continuità territoriale che dovrebbe essere garantita a tutta la popolazione europea.

Mentre è in corso una raccolta firme online, molte associazioni di categoria hanno avviato varie iniziative per chiedere la revisione delle norme che regolano il trasporto aereo e per avviare una tavolo di confronto con le Istituzioni al fine di  dare avvio ad una inversione di tendenza.

Ed è la stessa Unione Europea a sostenere che per favorire lo sviluppo servono anche voli a basso costo. E per la Sicilia, che presenta una rete viaria arretrata, ferrovie del dopoguerra, collegamenti disagiati, sembrerebbe rientrare nel piano che era stato disegnato da mamma Europa. In realtà non è così visto che le compagnie aeree fanno il bello e il cattivo tempo, imponendo costi alti e non garantendo la continuità territoriale per tutta la popolazione ma solo a chi può permettersela.

Per l’Europa dovrebbe essere quindi garantita la continuità territoriale soprattutto per le aree non collegate da altre infrastrutture. Un nuovo regolamento sul rilascio delle licenze alle compagnie aeree parla chiaro. “Uno Stato membro può imporre oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei di linea effettuati tra un aeroporto comunitario e un aeroporto che serve una regione periferica o in via di sviluppo all’interno del suo territorio o una rotta a bassa densità di traffico verso un qualsiasi aeroporto nel suo territorio, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo sviluppo economico e sociale della regione servita dall’aeroporto stesso. Tale onere è imposto esclusivamente nella misura necessaria a garantire che su tale rotta siano prestati servizi aerei di linea minimi rispondenti a determinati criteri di continuità, regolarità, tariffazione o capacità minima, cui i vettori aerei non si atterrebbero se tenessero conto unicamente del loro interesse commerciale”.

Un caso che sembra rispecchiare a pennello la Sicilia che necessita di rotte aeree per garantire la continuità territoriale alla popolazione, che non sembra avere altre modalità di trasporto idonee e che ha delle tariffe non adeguate.