“La società RO.GA. srl dichiara la propria totale ed assoluta estraneità, in tutte le sue componenti aziendali, rispetto ai fatti oggetto di indagine”. Lo afferma, in un comunicato stampa, l’impresa RO.GA in merito all’inchiesta della Procura di Ragusa e dei carabinieri, denominata “Deus ex machina” su presunti casi di corruzione e truffa nella sanità ragusana, culminata con 7 indagati, 5 misure cautelari e la sospensione di un dirigente medico specialista ortopedico in servizio presso le Asp di Ragusa.

L’indagine

Nell’indagine è emersa la posizione di un’officina ortopedica che, in cambio di favori da parte del medico, avrebbe elargito dei doni a quest’ultimo, tra cui “lavori di ristrutturazione di un suo immobile sito a Catania, l’acquisto degli arredi, attrezzature e macchinari di lavoro da collocare presso i locali; l’ingaggio della moglie alle dipendenze della ditta; la corresponsione di altre utilità quali ad esempio il saldo del conto per l’acquisto di bottiglie di vino presso una enoteca; l’acquisto di una scrivania ed una libreria”.

“Non siamo coinvolti”

“La predetta precisazione, nel rispetto della doverosa attività – fanno sapere dalla società RO.GA –  di inchiesta in corso da parte della competente Procura, si rende assolutamente necessaria in quanto l’indicazione generica nelle notizie di stampa di un coinvolgimento nell’indagine di un’officina ortopedica operante, oltre che nella provincia Iblea anche in quelle di Enna e Catania, potrebbe ingenerare nel lettore l’equivoco di un coinvolgimento nella vicenda della Roga s.r.l., che espleta la stessa attività nei medesimi ambiti territoriali.

L’ortopedico

Secondo la tesi dei carabinieri,  l’ortopedico, abusando della propria funzione, nell’ambito delle visite eseguite nel  poliambulatorio dell’Asp di Ragusa, “prescriveva ai pazienti, in modo continuativo e sistematico, prodotti  (presidi ed ausili ortopedici, creme ed integratori alimentari) distribuiti dalle ditte corruttrici, indirizzando gli stessi presso le sedi delle citate aziende dislocate in Enna, Ragusa e Catania, con la finalità di procurare intenzionalmente a queste ultime un ingiusto vantaggio patrimoniale, illecito, accertato pari a 42 mila euro, ricevendo in cambio, previo concerto, utilità di vario genere dagli amministratori”

I reati

L’inchiesta riguarda false attestazioni sanitarie rilasciate dal dirigente medico, dipendente dalle strutture pubbliche, in cambio di ingiusti profitti corruttivi elargiti dai titolari di un’officina ortopedica, per l’erogazione di ausili ortopedici e dalla ditta di distribuzione di prodotti cosmetici, per la fornitura di creme ed integratori alimentari.