E’ una delle zone più suggestive del Ragusano, Punta Braccetto, tra il capoluogo e Santa Croce Camerina. Ma sono tanti i bagnanti piuttosto allarmati per le condizioni del litorale, per nulla invitante a causa delle condizioni poco igieniche, per via della presenza di un tappeto di canne, di diverse bottiglie, lasciate da qualcuno che, evidentemente, ha scambiato la spiaggia per una discarica. “Ci avevano detto che la spiaggia era stata ripulita – assicura un bagnante che ha documentato tutto con foto e video – invece le condizioni sono pessime. E’ un  tappeto di rifiuti, è vergognoso, e ci hanno pensato gli stessi bagnanti a rimuovere qualcosa”.

Ma sempre in questa zona ci sono diverse denunce di abusivismo con costruzioni fatiscenti, che sorgono a ridosso del mare. A stupire è la circostanza che queste case, per nulla completate, sono abitate, con tanto di infissi, porte e finestre. “Non sono case ma delle vere e proprie favelas – racconta un testimone, autore di un video a testimonianza  della denuncia – ma nessuno sembra interessarsi a questa vicenda”.

Il tema del conferimento abusivo dei rifiuti è piuttosto ricorrente in Sicilia, proprio ieri a Siracusa il Comune, attraverso l’azienda della nettezza urbana, ha provveduto a prelevare  tre tonnellate di amianto . La raccolta  è scattata dopo alcune segnalazioni di cittadini e ha riguardato zone solitamente poco transitate e, dunque, più “appetibili” a chi smaltisce irregolarmente i rifiuti: Provinciale Maremonti, via della Spigola (zona Asparano), via del Salgemma (Plemmirio), traversa Capocorso e contrada Sant’Elia (Cassibile). “Pochi giorni dopo le segnalazioni – spiega l’assessore all’Ambiente Andrea Buccheri – siamo riusciti a rimuovere ingenti quantità di lavorati in amianto, prodotti fortemente inquinanti e rischiosi per la salute di chi ne viene a contatto. Ricordo che per rimuovere tali materiali è necessario ricevere un nulla osta dall’Asp, procedere con operazioni di inertizzazione e, successivamente, rimuoverli attraverso attente e scrupolose procedure. Quanti ancora, in spregio alle regole, maneggiano ed abbandonano con disinvoltura l’amianto non comprendono la sua pericolosità e le norme di natura penale a cui vanno incontro”.

FOTO E VIDEO FRANCO ASSENZA