La Polizia di Ragusa ha fermato un presunto scafista del gommone con a bordo 104 migranti soccorsi dalla nave Eleonore, approdata ieri a Pozzallo e sottoposta a sequestro amministrativo per non avere rispettato il divieto di ingresso in acque italiane. E’ un diciottenne sudanese indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il presunto scafista è stato individuato dalla Squadra Mobile di Ragusa dopo l’ascolto di numerosi testimoni.

Secondo i migranti è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. Il responsabile del reato previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorreva con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari.

Il reato è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per averle sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti dopo il loro arrivo sono stati fatti scendere ed ospitati presso l’Hotspot di Pozzallo per essere visitati e identificati dalla Polizia Scientifica. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Ragusa ha avviato le pratiche inerenti la loro posizione in ordine alle norme sul testo unico per l’immigrazione, in particolar modo per due soggetti egiziani presenti tra i migranti.

Ieri il dispositivo di sicurezza messo in atto dal Questore di Ragusa in occasione degli sbarchi, per mantenere l’ordine e la sicurezza pubblica, era pronto per accogliere alle ore 9 la nave “Cassiopea” della Marina Militare italiana che aveva soccorso 29 migranti libici, tutti legati da vincoli familiari.

Durante l’attesa dell’arrivo della nave, la Guardia di Finanza informava il dispositivo di sicurezza che la motonave “Eleonore” era entrata senza alcuna autorizzazione in acque territoriali italiane facendo rotta per il porto di Pozzallo.

Avendo violato quanto disposto dal cosiddetto decreto sicurezza bis, personale della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza contestava la violazione al comandante e sottoponeva a sequestro cautelare la nave “Eleonore” così come disposto dalle norme vigenti.

Considerato il sequestro della nave, condotta presso il porto di Pozzallo, venivano fatti scendere tutti i 104 migranti a bordo, adesso ospitati presso l’hotspot di Pozzallo.

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri hanno sottoposto a fermo uno scafista sudanese, in quanto sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a suo carico.

Grazie al lavoro senza sosta di un team di poliziotti specializzati per il contrasto dell’immigrazione clandestina è stato possibile sottoporre a fermo l’indagato. Sono state raccolte tutte le dichiarazioni dei passeggeri (con il prezioso ed imprescindibile supporto degli interpreti) che non hanno avuto alcun dubbio rispetto alla condotta dello scafista.

I migranti hanno dichiarato di essere partiti dalle coste libiche dopo un tempo di permanenza di qualche mese presso una connection house. Hanno pagato in media 1.500 euro a testa per raggiungere l’Europa. Lo scafista ha condotto il natante per 15 ore, l’imbarcazione è stata poi soccorsa al largo delle coste libiche.

I testimoni hanno descritto con molta precisione la condotta dello scafista sia nelle fasi antecedenti la partenza che quelle successive fino all’arrivo dei soccorsi.
Dagli accertamenti effettuati grazie ai software in uso alla Polizia Scientifica di analisi delle impronte digitali, gli investigatori hanno constatato che i migranti non erano mai stati precedentemente identificati in Italia.

Se le indagini su uno dei due natanti soccorsi sono concluse, quelle sul secondo arrivo della nave “Cassiopea” sono tuttora in corso. Il lavoro di raccolta di fonti di prova a carico di chi ha commesso il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è particolarmente complesso e richiede molto lavoro agli investigatori impiegati sin dalle prime fasi di arrivo in Italia.

Per quanto concerne la posizione del comandante della nave “Eleonore” e del capo equipaggio, entrambi cittadini tedeschi, la Polizia Giudiziaria ha trasmesso un’informativa a carico dei due alla Procura della Repubblica di Ragusa.

La nota informativa descrive la condotta tenuta dal comandante in ordine all’ingresso in acque territoriali italiane senza alcuna autorizzazione fino all’arrivo presso il porto di Pozzallo. La Procura della Repubblica iblea, esaminata l’informativa di reato, ha iscritto i due nel registro degli indagati.

Per loro l’ipotesi di reato è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine è coordinata dal procuratore Fabio D’Anna e seguita dal pm Francesco Riccio.

Inoltre nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro la Mare Jonio, al momento alla fonda all’isola di Lampedusa. Lo riferiscono fonti del Viminale.

“Torneremo dove bisogna essere, come abbiamo sempre fatto. A chi ha deciso di fermare ancora Mare Jonio, resta però il peso e la responsabilità, oltre a tutte le altre, di tenere lontana un’altra nave, per giorni o settimane, dalla possibilità di salvare chi anche in questo momento sta rischiando di annegare”. Così Mediterranea saving humans dopo il sequestro della Mare Jonio.

“Chi ha tentato questo ultimo atto di cattiveria vendicativa e insulsa – osserva la ong – si rassegni. Nei nostri occhi, come in quelli di questo paese, rimane la Nave dei bambini, quella che è arrivata appena in tempo, quella che ha strappato 98 persone dalla guerra e dalla morte in mare. La loro forza, il loro sorriso, il loro futuro, è quello che conta”. Sono 237 le vite salvate nel 2019 da Mediterranea Saving Humans, sottolinea. E la nave, aggiunge, “diventata simbolo di un’Italia che non ha paura, che non si fa ingannare, che è riuscita, nonostante tutto, a conservare l’anima e il cuore, e a ricordare che non è disprezzando la vita che si conquistano i diritti. Che o ci si salva insieme, o non si salva nessuno”.

Mediterranea Saving Humans rende ancora noto: “Alle 20.40 di ieri, a poche ore dallo sbarco degli ultimi 31 naufraghi ancora a bordo della Mare Jonio, la nostra nave ha fatto ingresso in acque territoriali con l’autorizzazione delle competenti Autorità Marittime, avviando le pratiche per l’approdo nel porto di Lampedusa. Paradossalmente, nella stessa notte, al nostro comandante e al nostro armatore è stato notificato il sequestro amministrativo di Mare Jonio insieme a una multa di 300.000 euro per avere violato il Decreto Sicurezza bis. Un ultimo colpo di coda da parte di chi non è riuscito ad accettare che una storia di umanità e giustizia si concludesse, finalmente, mantenendo intatta tutta la sua bellezza”.