I ragusani ci hanno premiato ancora una volta: è stata calorosissima la pioggia d’applausi con la quale il pubblico ci ha accolto, la stessa che gli spettatori iblei ci aveva riservato già in maggio qui nelle Cave Gonfalone”.

Così Giovanni Anfuso, autore della drammaturgia e regista dell’Inferno di Dante, ha commentato la ripresa dello spettacolo, tornato da ieri a Ragusa per tener fede a una promessa presa con quei tanti che allora non erano riusciti ad assistere allo spettacolo. Una promessa mantenuta grazie ai produttori, Vision Sicily e Buongiorno Sicilia, e all’Amministrazione comunale e che ha portato diversi spettatori (c’era anche un’intera scolaresca) ad acquistare il biglietto direttamente nel botteghino di Cave Gonfalone, come naturalmente si potrà fare anche oggi e domani.

Al termine delle rappresentazioni di ieri sono stati affettuosi e partecipati gli applausi per i protagonisti: Liliana Randi, che interpreta la Narratrice, Davide Sbrogiò, il conte Ugolino, Angelo D’Agosta, Dante, Ivan Giambirtone, Virgilio, Giovanna Mangiù, Francesca da Rimini, Luciano Fioretto, Ulisse, Corrado Drago, Caronte e l’artista del fuoco Turi Scandura. Consensi anche per i danzatori: Michela Di Francesco, Michael Giannì, Diego La Rosa, Roberta Lazzaro, Mariaelena Pellegrino, Michele Perrotta, Francesco Rizzo, Rachele Ruffino, Rachele Siligato e Rosy Torre.

Apprezzamenti da parte del pubblico anche per i costumi, di Riccardo Cappello, per le musiche di Nello Toscano, per le coreografie di Fia Di Stefano e per gli interventi video curati da Mel Pappalardo.

“Le Cave Gonfalone – ha ricordato Anfuso – sono nate da un evento terribile: il terremoto del 1693. Si pose il problema di come ricostruire la distrutta Ragusa e da questo luogo venne tratta la pietra che ha fatto nascere un’enorme quantità di opere d’arte, tanto da far proclamare questo territorio Patrimonio dell’Umanità. E da quell’immane lavoro di sottrazione della pietra alle viscere della terra, ci sono rimaste queste latomie, così suggestive da sembrar fatte apposta dagli umani per raccontare le vicende dei dannati”.

“Così – ha aggiunto – Francesca da Rimini, il conte Ugolino, Ulisse, Caronte, in questo luogo magico, sembrano respirare in un modo nuovo, acquistare una dimensione diversa, più confacente alla storia che narrano, più aderente al proprio dolore. Una grande emozione che vi invitiamo a condividere con noi anche oggi, sabato, e domenica alle 20 e alle 21”.

Da ieri il pubblico è stato inoltre coinvolto nelle scelte future dei produttori: tutti hanno potuto deporre nell’urna la scheda per votare tre dei dieci titoli segnalati dagli stessi spettatori, per individuare lo spettacolo che sarà messo in scena della prossima stagione”.