Quando ha visto i poliziotti che stavano controllando i documenti  di suo figlio, bloccato in sella ad una moto posta sotto sequestro, ha organizzato una spedizione contro gli agenti. E’ accaduto in via Algeri, a Siracusa, una zona piuttosto nota per il degrado e lo spaccio di droga, ed al cospetto degli investigatori si sono presentati in 4  che hanno prima accerchiato e poi picchiato le forze dell’ordine.

Il ragazzo, 22 anni, è riuscito a scappare, così come il padre, 45 anni, ma i poliziotti li avevano già identificati, per cui insieme ai rinforzi si sono recati nella loro abitazione dove hanno scoperto dell’altro. “Sono state rinvenute e sequestrate due pistole modello Bruni, riproduzioni di armi autentiche prive di tappo rosso e attrezzatura da lavoro presumibilmente provento di furto, tra cui trapani, compressori, taglia piastrelle, cacciaviti, un booster ed altro materiale” spiegano dalla Questura.

Inoltre, la polizia ha svelato la presenza di un sistema di videosorveglianza utilizzato per tenere sotto controllo la zona, per cui si è proceduto al sequestro insieme a due ricetrasmittenti. Padre e figlio, che sono stati denunciati, sono accusati di minacce, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e ricettazione. Nell’ambito della stessa operazione, gli agenti hanno denunciato altre 4 persone, che avevano allacciato abusivamente le loro abitazioni all’impianto di illuminazione pubblica.

In merito all’aggressione, è intervenuto Tommaso Bellavia, segretario del Siulp: “Esprimo una forte condanna per quest’ultimo episodio di aggressione – spiega Bellavia –  nei confronti di agenti della polizia e, nel complimentarmi con i colleghi per la ferma e immediata risposta operativa, mi auguro che questi violenti non possano più sperare in un diffuso senso di impunità. Ho fiducia nella magistratura ed auspico una sempre maggiore risolutezza e velocità nell’applicazione delle pene per questi soggetti”

 

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