Sono aumentati i furti a Siracusa ai danni delle attività commerciali. La Confcommercio ne ha denunciati due nelle ultime ore nei confronti di altrettanti esercizi in via Senatore Di Giovanni, nella zona nord della città.

 

“Un danno non soltanto ai due esercenti, ma all’intera comunità dei commercianti e piccoli imprenditori di tutta la zona. Oramai siamo preda di tanti delinquenti – afferma Angela Tarascio, commerciante della zona – che periodicamente prendono di mira i nostri negozi per rubare qualche capo e raggranellare alcune monete dalla cassa. Siamo spaventati perché sappiamo che questi criminali arriveranno dappertutto e abbiamo la percezione che si muovano in perfetta tranquillità senza mai essere realmente puniti”.

Il furto nei negozi è la causa più frequente delle perdite, “molto di più rispetto alle rapine e le appropriazioni di fornitori o dipendenti e nella classifica degli ammanchi svetta la merceologia alimentare insieme all’abbigliamento” spiega la Confcommercio.

Accessori, maglieria, pantaloni e camicette i prodotti più rubati, mentre telefoni cellulari e accessori sono in cima alla lista rispettivamente nel settore dell’elettronica e tra gli attrezzi di alto valore nei negozi di fai-da-te.

“Chiediamo da subito maggior controllo nel territorio – sottolinea il presidente di Confcommercio Elio Piscitello -. I commercianti stanno tentando di venir fuori da circa 3 mesi di lock down, e adesso non sono più in grado di far fronte anche a questa ulteriore perdita, che va ben oltre quella strettamente economica: questi episodi, infatti, contribuiscono a diffondere fra residenti, visitatori e consumatori, l’immagine di una città insicura, difficile da gestire, non certo quella di una zona accogliente nella quale recarsi con famiglie ed amici per trascorrere ore serene di shopping ed intrattenimento in pubblici esercizi. Il danno dunque è duplice, quello diretto delle perdite subite e quello indiretto, ma forse anche più grave, della perdita di immagine di tutto il nostro centro urbano. Non possiamo permetterlo, perché non possiamo lasciare il commercio ad un declino inesorabile, poiché con esso si spegnerebbe tutta la città. Piuttosto, tutti insieme, forze di polizia, istituzioni e privati, dobbiamo stingerci in comunità per salvaguardare senza alcun dubbio, chi, ogni giorno, lotta per sopravvivere nel rispetto delle regole e migliorando la città”.