• Restituiti i beni ad un imprenditore siracusano assolto da un processo per mafia
  • Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Catania
  • E’ Roberto Cappuccio, finito in un’inchiesta del 2017 della Procura di Messina
  • Gli erano stati sequestrati beni per circa 40 milioni di euro

Il Tribunale di Catania ha disposto la restituzione dei beni a Roberto Cappuccio, 56 anni, imprenditore siracusano, a capo della Unigroup, una delle aziende alimentari di commercio all’ingrosso più importanti della Sicilia.

Assolto da un processo per mafia

Il re della distribuzione, difeso dagli avvocati Antonino e Bruno Leone, Carmelo Peluso e Luigi Latino, era stato assolto nel dicembre dello scorso anno a conclusione del processo al palazzo di giustizia di Messina sull’esistenza di una cupola mafiosa, legata al clan Santapaola, in grado di condizionare ogni attività, dai servizi di interesse pubblico al controllo sugli appalti. L’imprenditore venne anche arrestato nel luglio del 2017 insieme ad altre 28 persone, tutte quante finite nell’inchiesta denominata Beta.

Il sequestro

I beni furono  sequestrati nel maggio del 2019, come disposto dal Tribunale di Catania su richiesta della Procura di Catania. Il tesoro, per un valore economico di circa 40 milioni di euro secondo i conti della Guardia di finanza di Catania,  è composto “da  due immobili, tra cui una villa con piscina, 32 rapporti bancari, un’auto da 50 mila euro, la Unigroup;  la Family Group, specializzata nella somministrazione di alimenti e bevande; la “Be.Ca. srl.”, esercente l’attività di “agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari; tabacco” spiegavano i militari delle Fiamme gialle di Catania.

La sentenza del Tribunale di Catania

Nella sentenza, il presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania, Daniela Monaco Crea ha rigettato la proposta della Procura di  “applicazione a carico di Cappuccio della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S.” ed ancora  “la richiesta di confisca e dispone il dissequestro e la restituzione dei beni agli aventi diritto”.