è stato arrestato dai carabinieri di francofonte

Botte alla moglie ed al figlio, marito e padre violento condannato

I carabinieri di Francofonte hanno arrestato un 46enne condannato in via definitiva ad un anno e 9 mesi di reclusione per maltrattamenti ai danni della moglie e del figlio. I militari hanno eseguito un ordine di esecuzione emesso dal Tribunale di Sorveglianza presso la Corte di Appello di Catania.

La vicenda

Secondo quanto emerge nella ricostruzione dei carabinieri, l’uomo, fino al 2010 ha tenuto un comportamento violento nei confronti dei propri familiari: il figlio, all’epoca dei fatti, era un minorenne. E dopo alcune segnalazioni, è scattata un’indagine finita poi al palazzo di giustizia. Ne è scaturito un processo che ha avuto il suo epilogo con la condanna.  L’arrestato è stato accompagnato nella sua abitazione, agli arresti domiciliari, dove sconterà la pena.

Mariti violenti

Nel giorno di San Valentino, sono stati arrestati a Siracusa ed a Floridia, due mariti violenti. A Floridia, i carabinieri hanno condotto in carcere un 53enne, accusato di maltrattamenti nei confronti di moglie e figlio. Nel capoluogo, gli agenti delle Volanti hanno fermato un 42enne che, nonostante avesse un divieto di avvicinamento, si stava dirigendo verso la donna ed è stato bloccato.

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La vicenda a Floridia

In merito al caso a Floridia, i carabinieri hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura della Repubblica di Siracusa. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, i due coniugi, che litigavano da tempo, avevano avviato le pratiche per la separazione ma in breve tempo sono tornati a vivere insieme. La convivenza, però, sarebbe stata segnata da una ripresa delle violenze ai danni della moglie e del figlio, vittime di vessazioni fisiche e verbali.

La denuncia della donna

Quando la donna ha trovato il coraggio di denunciare l’uomo, i carabinieri hanno in pochissimo tempo raccolto elementi a conferma delle sue dichiarazioni. Gli investigatori hanno sentito diversi testimoni delle violenze “accertando che il marito subissava di chiamate e messaggi minatori la vittima, seguendone gli spostamenti tramite un GPS nascosto in una borsa”.

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