Il vento del coronavirus si è abbattuto su una famiglia di Sortino, il Comune della zona montana del Siracusano di cui è originaria la prima vittima in Sicilia del Covid-19, un anziano deceduto circa un mese fa all’ospedale di Caltagirone. A raccontare la drammatica storia è un amico di questa famiglia, il cui travaglio nasce il mese scorso “con la morte del capofamiglia” racconta il testimone, che aggiunge un altro particolare.

“La sua situazione era abbastanza grave – racconta l’amico della famiglia, un sortinese –  ed è spirato nella sua abitazione ma sul referto di morte è stato indicato un sospetto Covid-19“.  Una notizia che ha scombussolato la famiglia, infatti, come racconta il testimone, un test sulla moglie della vittima ha svelato la sua positività al coronavirus. “La donna – racconta il testimone – ha fatto il giro di tre ospedali per via dell’infezione al virus solo che il figlio ha accusato dei sintomi influenzali. E’chiaro che il sospetto di aver contratto il Covid-19 si è immediatamente sedimentato nella sua testa, per cui, tenuto conto delle condizioni della madre, è stato sottoposto al tampone ma, in modo del tutto inspiegabile – racconta ancora l’amico di famiglia –  gli è stato riferito che era stato smarrito”. Non è il primo tampone che si perde, una vicenda analoga è accaduta ad un uomo di 36 anni di Siracusa, originario di Messina, sottoposto a ben 4 tamponi. 

“Il mio amico – racconta il testimone – che si trova nella sua abitazione ha subito un secondo test ma è da sabato scorso che attende l’esito. Non è possibile attendere tutto questo tempo, è snervante”. Sui ritardi nell’esito dei tamponi, un ruolo importante lo avrebbe la carenza cronica di reagenti che, di fatto, stanno paralizzando la Sicilia, come ammesso nei giorni scorsi dalla Regione, dal sindaco di Siracusa,  Francesco Italia e dal sindaco di Noto, Corrado Bonfanti.