Il calcio per Salvatore Grillo Montagno è sempre stata una vera e propria passione. L’imprenditore siracusano, arrestato stamane insieme ad altre tre persone  al termine dell’operazione Black Trash della Guardia di finanza, ha sempre avuto un debole per il pallone ed il suo nome è legato al Siracusa calcio degli anni 90, essendo stato tra i dirigenti della società azzurra fino ad assumerne la presidenza tra il 1993 ed il 1994.

Ma sono numerose le avventure imprenditoriali di Montagno in questi ultimi 20 anni e tra le aziende  più famose c’è quella per la vendita di porte e finestre. Tante case nel Siracusano hanno ancora i marchi di quella ditta che lo ha fatto conoscere in tutta la provincia. Poi, all’inizio del nuovo millennio Salvo Montagno investì le sue risorse nell’energia alternativa e così fondò la Siteco, un’azienda metalmeccanica di Priolo, specializzata nella produzione delle torri eoliche con 250 lavoratori e con un fatturato da 27 milioni di euro che fu costretta a chiudere per colpa delle mancate autorizzazioni da parte della Regione, in quel momento guidata da Raffaele Lombardo, capace di bruciare commesse per quasi 17 milioni di euro.

Nel calcio, Montagno ci è rimasto ma senza calcare grossi palcoscenici ma avrebbe scoperto l’affare dei rifiuti, la vera gallina dalle uova d’oro. Nella sua orbita ruota la Ecomac Smaltimenti srl, la società che gestisce un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi in contrada Pantanelli, nella zona sud di Siracusa finita al centro dell’inchiesta Black Trash della Guardia di finanza. In questa struttura, dove arrivano rifiuti differenziati, conferiscono diversi Comuni sia del Siracusano che del Ragusano. Secondo quanto svelato dagli inquirenti, i soci erano due Angelo Aloschi, Gianfranco Consiglio mentre Montagno figurerebbe come dipendente ma avrebbe avuto un ruolo importante in questa azienda.  L’indagine, coordinata dalla Procura (il Procuratore Sabrina Gambino, l’aggiunto Fabio Scavone ed i pm Salvatore Grillo e Tommaso Pagano)  nasce dopo la scoperta che nell’azienda degli indagati sarebbero stati impiegati dei lavoratori pagati con tariffe inferiori rispetto a quelle previste nei contratti collettivi. La stessa impresa avrebbe poi chiesto ed ottenuto dalla Regione 800 mila euro a fondo perduto per la costruzione di una piattaforma ad Augusta per lo stoccaggio ed il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi attestando che i dipendenti erano assunti secondo le norme. Avrebbero, poi, dovuto ottenere una autorizzazione dal Libero consorzio e secondo la Finanza il dirigente del Libero Consorzio di Siracusa, Domenico Morello l’avrebbe concessa in cambio di due assunzioni.