Un appello diretto all’Europa perché la Sicilia non venga lasciata sola ad affrontare le conseguenze degli eventi climatici estremi. A lanciarlo è stato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, in visita a Portopalo di Capo Passero, uno dei comuni più colpiti dal passaggio del ciclone Harry.
I danni alla marineria
Il maltempo ha provocato gravi danni al porto e alla marineria locale, uno dei principali poli della pesca siciliana, seconda solo a Mazara del Vallo. “Siamo un’isola – ha sottolineato Galvagno – ma non vogliamo essere isolati. Ci auguriamo che l’Europa si occupi concretamente della Sicilia”, evidenziando la necessità di un sostegno sovranazionale di fronte a emergenze sempre più frequenti e costose.
La questione dei 100 milioni divisi in 3
Sul fronte delle risorse, il presidente dell’Ars ha chiarito che i 100 milioni di euro stanziati dal Governo nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna sono destinati esclusivamente alle somme urgenze. Un primo intervento, ha spiegato, che dovrà essere seguito da ulteriori misure una volta completata la ricognizione dei danni. “Quando saranno disponibili le relazioni tecniche – ha affermato – sono certo che sia il Governo nazionale sia quello regionale adotteranno tutti i provvedimenti necessari per il ristoro”.
Il coordinamento tra enti per la gestione dei soldi per l’emergenza
Nel corso del sopralluogo, Galvagno ha ribadito la priorità di affrontare l’emergenza a fianco delle amministrazioni locali e degli imprenditori colpiti. “Siamo qui per renderci conto direttamente dell’entità dei danni – ha detto – e per accompagnare i territori in una fase estremamente delicata. Le attività produttive, in particolare la marineria, sono in grande difficoltà”.
Il presidente dell’Ars ha sottolineato l’importanza del coordinamento istituzionale per l’utilizzo efficace delle risorse. “Anche qualora fossero disponibili tutti i fondi necessari, è indispensabile poterli allocare correttamente. Attendiamo quindi le relazioni degli organi competenti per uscire dall’emergenza e garantire ristori adeguati a chi oggi è in ginocchio”.
La difesa delle risorse per il Ponte sullo Stretto
Ma sulla proposta delle opposizioni di destinare le risorse del Ponte sullo Stretto per la ricostruzioni dopo i danni tremendi causati dal ciclone, compresa la devastazione di Niscemi, Galvagno alza il muro. “La gestione dell’emergenza maltempo non può avvenire a scapito delle risorse già destinate alle grandi infrastrutture strategiche”
Secondo Galvagno, i fondi destinati al Ponte sullo Stretto non devono essere oggetto di riallocazioni per far fronte alle urgenze. Una posizione motivata sia da ragioni amministrative sia da un principio di equità territoriale. “In altre regioni – ha spiegato – risorse di questo tipo non vengono toccate, e non c’è motivo per cui la Sicilia debba essere trattata diversamente”.
Il presidente dell’Ars ha quindi ribadito la necessità di individuare finanziamenti aggiuntivi per fronteggiare l’emergenza, senza penalizzare un territorio che parte già da condizioni strutturali più fragili. “La risposta non può essere togliere risorse a una regione che è già in difficoltà – ha sottolineato – ma garantire interventi straordinari, come avvenuto altrove”.
“Sicilia non sia penalizzata”
Nel suo intervento, Galvagno ha richiamato anche il tema della dignità istituzionale della Regione. “La Sicilia non deve subire scelte calate dall’alto – ha detto – ma essere messa nelle stesse condizioni delle altre regioni italiane. Se certe soluzioni sono state adottate in altri contesti, devono valere anche qui”.






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