La nuova Dc di Siracusa, che ha deciso di convergere sulla candidatura di Michelangelo Giansiracusa alla presidenza del Libero consorzio di Siracusa, apre le porte al resto del Centrodestra, Forza Italia e Noi Moderati, che puntano su Daniele Lentini, e Fratelli d’Italia, ancora alla finestra.

“Ci sono tutti i presupposti – spiegano i coordinatori provinciali della Dc di Siracusa, Salvatore Andolina e Giuseppe Castania  – per puntare su una candidatura vincente e, con senso di responsabilità e delle istituzioni, aprire al coinvolgimento anche degli altri partiti del centro destra, affinché convergano sulla candidatura di Michelangelo Giansiracusa, attese, anche, le condizioni economiche ed amministrative complicate in cui versa da oltre un decennio l’ex Provincia Regionale di Siracusa che richiederanno una azione di governo straordinaria, per realizzare la quale sarà necessaria una collaborazione diretta sia con Roma sia con Palermo”.

Giansiracusa civico ma ha allargato al Centrodestra

Peraltro, nell’analisi della Dc, un passo importante lo ha compiuto proprio Giansiracusa che ha sì “caratterizzato la sua candidatura quale civica e moderata” ma allo stesso tempo ha allargato “il perimetro tradizionale del centro destra essendo, al contempo, categoricamente alternativa allo schieramento del “campo largo”, avendo rigettato il sostegno del Partito Democratico”

La frantumazione del Centrodestra

I due coordinatori della Dc auspicano, dunque, un ricompattamento del Centrodestra ma sul fronte di Giansiracusa allo stesso tempo, però, indicano le ragioni per cui il fronte moderato si è spaccato, imputando le responsabilità all’assenza di un tavolo provinciale, come emerso anche nella ricostruzione fornita ieri a BlogSicilia dal responsabile dei Dipartimenti della Lega in Sicilia, Giovanni Cafeo, il cui partito, insieme alla Dc, al Mpa, ad Azione ed al parlamentare regionale Carlo Auteri, è con il sindaco di Ferla.

“Fummo facili profeti nel prevedere che questo scriteriato – dicono Andolina e Castania – sistema elettorale di secondo livello per le elezioni delle ex Province avrebbe comportato l’implosione del tavolo regionale del centro destra siciliano, con un consequenziale “liberi tutti” a cascata nei territori. Tale situazione è apparsa evidente in ognuna delle province siciliane in cui si eleggeranno i consiglieri ed i presidenti dei liberi consorzi. Siracusa non fa eccezione, anzi”.

“Qui è mancato, sin dall’inizio, un vero confronto, non essendo – aggiungono –  mai stato convocato un tavolo provinciale dei partiti del centro destra; la conseguenza è stata l’apertura di una generale resa dei conti tra i partiti ed, in taluni casi, anche all’interno dei partiti stessi. Le elezioni dirette, di cui noi siamo stati i primi sostenitori, avrebbero garantito, invece, la compattezza della coalizione nelle scelte e, per quanto ci riguarda, avrebbero permesso di mettere in campo la nostra nuova classe dirigente che da un anno a questa parte stiamo costruendo in tutti i paesi della provincia”

La scelta di Giansiracusa

La Dc, “a fronte di una mancanza di indicazioni regionali ufficiali e vincolanti per i partiti provinciali” ha deciso di convergere su Giansiracusa che “non è solo un amministratore bravo e di lunga esperienza, apprezzato sia come Sindaco sia come capo di gabinetto del Comune di Siracusa ma politicamente ha dimostrato di godere del sostegno della maggioranza che governa il Comune capoluogo – che, con il voto ponderato, da solo rappresenta il 35% dell’elettorato di tutta la provincia – di riuscire ad aggregare sia i partiti moderati del centro destra (Mpa, Lega e DC), sia tanti sindaci e consiglieri civici che popolano la nostra provincia”