Detto, fatto. Il senatore del Partito democratico va contro l’ordinanza del Prefetto e manifesta davanti alla Lukoil, l’impianto petrolchimico di Priolo-Gargallo finito al centro del terremoto politico che vede il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tutto nasce da alcune lettere inviate dall’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Razov al ministro Salvini con le quali chiedeva che fossero vietati gli assembramenti davanti agli impianti di raffinazione del siracusano. L’ambasciatore lamentava danni economici per la compagnia petrolifera russa proprietaria dell’impianto a causa delle manifestazioni sindacali. Una richiesta prontamente accolta, tanto che il Prefetto locale firmò un’ordinanza in tal senso.

Ora il senatore dem, dopo l’annuncio dei giorni scorsi, ha mantenuto la promessa e ha inscenato una protesta davanti allo stabilimento. “Siamo qui per difendere il lavoro, per difendere il diritto di manifestare di tutti quelli che temono la perdita del posto di lavoro. Ma siamo anche qui per denunciare un governo che, invece di tutelare e favorire l’occupazione, non solo non risponde alle crisi industriali, ma si preoccupa di rispondere celermente, per bocca del vero leader di questo governo, il ministro Salvini, alla Russia, per impedire la libera manifestazione delle idee”.

E Faraone stamattina ha manifestato davanti alla portineria principale della Lukoil di Priolo insieme al deputato nazionale dem, Fausto Raciti, al deputato regionale Giovanni Cafeo e all’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo. “Caro Matteo” – continua -, la Sicilia non ha bisogno di ordinanze prefettizie ma di leggi che creino lavoro, sviluppo e occupazione. Noi, su questa battaglia per il diritto al lavoro e alla libertà di espressione, non arretreremo di un centimetro. E non arretreremo di un millimetro rispetto alla nostra richiesta affinché Salvini risponda alle Camere sul Russiagate”.