Sono scesi in piazza, con tanto di mascherine e tenendosi a debita distanza, gli abitanti di Cassibile, quartiere a sud di Siracusa, dove si trova, a pochi metri dal centro abitato, una baraccopoli abusiva dove vivono i braccianti stranieri, almeno 300, impegnati nelle aziende agricole della zona. E’ stato organizzato un flash mob per ribadire la loro contrarietà a quella struttura che è in condizioni igieniche e sanitarie precarie, per cui sono state presentate  alcune interrogazioni parlamentari.

 

 

I residenti hanno sventolato i palloncini formando il tricolore, chiedendo, ancora una volta, un  intervento da parte delle istituzioni per ripristinare condizioni di legalità. In uno striscione, c’era anche una scritta: “Igiene ed umanità, non puoi restare qua” che è suonato come un invito agli stranieri a non trattenersi a Cassibile dovendo vivere in condizioni estreme. Eppure la Regione, grazie ad un emendamento del presidente della Commissione antimafia, Claudio Fava, ha messo sul piatto circa 750 mila euro per la baraccopoli al fine di provvedere a tutti gli interventi per mettere in sicurezza la struttura e non solo. Invece, per quanto concerne la posizione dei migranti, alcuni dei quali irregolari,  ci penserà il decreto del Governo, voluto dal ministro Bellanova.

“E’ un traguardo storico, dopo anni di battaglie condotte dalla Flai Cgil. L’emergenza sanitaria – dice il segretario della Cgil Siracusa, Roberto Alosi –  ci ha offerto l’occasione per chiedere azioni urgenti per la tutela dei migranti nei ghetti, affinché non fosse dimenticata questa fascia di lavoratori che hanno continuato ad assicurare disponibilità di cibo sulle nostre tavole. La Cgil, in questa battaglia, si è trovata a fianco tantissime realtà associative ma anche singoli cittadini. “Le misure previste dal provvedimento potranno consentire di porre fine alla vergogna dei ghetti con la possibilità di svuotarli grazie ad una accelerazione del Piano Triennale contro il caporalato e ad un lavoro sinergico tra Ministero per il Sud e la Coesione territoriale, Regioni, Prefetture, Protezione Civile e Croce Rossa”