Uno sconto sul pedaggio per chi abita nei comuni attraversati dall‘autostrada. È la proposta con cui il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Carta prova a intervenire sulla partita, ormai avviata, dei nuovi caselli sulla Siracusa-Rosolini.
La proposta
Carta parla nella sua veste di presidente della Commissione Territorio e Ambiente all’Ars, organismo con competenza anche su infrastrutture e grandi opere. La sua proposta, per ora solo annunciata e non ancora formalizzata, punta a una tariffa agevolata per i residenti dei comuni interessati. Le ragioni, spiega, sono due: l’infrastruttura è stata realizzata con risorse pubbliche, e ad oggi non esiste per i cittadini un’alternativa viaria sicura.
“Una tariffa agevolata per i residenti rappresenta la misura più idonea ed equilibrata che il Cas possa adottare”, dice Carta, annunciando che chiederà anche il rinvio dell’introduzione del pedaggio oltre il 2028 e che le risorse raccolte vengano reinvestite esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini, per sicurezza, manutenzione ed efficienza.
I disagi ed i cantieri
Sono ragioni che, però, si scontrano con lo stato reale in cui versa proprio il tratto su cui sorgeranno i nuovi impianti. Tra Avola e Cassibile, da un anno e mezzo, un cantiere non si chiude: le ispezioni straordinarie dei primi mesi del 2025 hanno rilevato tiranti spezzati sul viadotto Cassibile, con conseguente chiusura di una corsia e doppio senso di marcia sull’altra carreggiata. D’estate le code arrivano a toccare i 3 chilometri, e a pagarne il prezzo sono anche i mezzi pesanti delle aziende agricole del territorio, costretti a percorsi alternativi che appesantiscono la viabilità locale, riversandosi sulla rete secondaria già in affanno.
L’inchiesta della Procura
Non è la prima volta che la Siracusa-Gela finisce sotto la lente della magistratura per problemi strutturali. La Procura di Siracusa è intervenuta in almeno un’inchiesta nota legata al tratto Noto-Rosolini, quando il cantiere fu sequestrato dopo il rilevamento di cedimenti anomali e di una fessura di circa venti centimetri. Il tratto tornò percorribile il 24 ottobre 2008, dopo gli interventi necessari.
I debiti del Cas
Sullo sfondo resta la questione finanziaria del Consorzio per le Autostrade Siciliane. È lo stesso Piano di Risanamento 2026-2028, varato dal Cas per coprire un disavanzo da 100 milioni di euro dentro un debito complessivo che sfiora i 300 milioni, a spiegare l’origine della decisione di introdurre i pedaggi su una tratta storicamente gratuita. Un dato che restituisce alla vicenda una lettura più prosaica di quella emergenziale legata alla sicurezza: prima ancora che una scelta tecnica, l’introduzione del pedaggio nasce come necessità di bilancio.
L’autostrada mai completata
C’è poi un’altra contraddizione, di natura storica, che la vicenda porta con sé. L’idea di un’autostrada Siracusa-Gela nasce a metà degli anni Sessanta, mentre il primo progetto formale viene redatto verso la fine dello stesso decennio. Nel 1965 si costituisce il consorzio incaricato dell’operazione, nel 1970 arriva la concessione per la costruzione e la gestione, e nel 1974 viene approvato il progetto definitivo.
I soldi che mancano
Oltre mezzo secolo di storia per un’infrastruttura che, ancora oggi, non è completa: mancano circa 73 chilometri su un totale di 132, e l’autostrada si interrompe stabilmente allo svincolo di Modica. Per completarla servirebbero risorse per circa 700 milioni di euro e tre macro-lotti successivi, opere che al momento non hanno una collocazione temporale definita.
Ed in questo quadro che si inserisce il nodo sollevato, indirettamente, dalla proposta di Carta. Il Cas si appresta a far pagare un pedaggio, su un tratto che da un anno e mezzo convive con un cantiere aperto e code chilometriche. Un disagio, e un’incompiuta: si paga un tratto di autostrada che non è ancora percorribile in sicurezza, di un’infrastruttura che, dopo sessant’anni, resta al 55% del suo tracciato.
“No a mobilità con costi aggiuntivi”
“Non vogliamo alimentare polemiche”, conclude Carta, “ma difendere concretamente le esigenze del territorio. La mobilità non può trasformarsi in un costo aggiuntivo per chi ogni giorno percorre questa autostrada per lavorare, studiare o curarsi”. Frattanto, il presidente del Consiglio comunale di Siracusa, Alessandro Di Mauro, anche lui del Mpa, ha annunciato di voler portare in aula il caso dei pedaggi.






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