Il Consorzio per le Autostrade Siciliane ha chiuso la partita. Con il decreto dirigenziale n. 414 del 6 luglio, il Cas ha aggiudicato in via definitiva a Sinelec Spa l’appalto integrato per la realizzazione degli impianti di esazione pedaggi sulla tratta Siracusa-Rosolini, lotti 3, 4 e 5 dell’A18 Sr-Gela: i caselli di Cassibile, Noto, Avola e Rosolini.

La gara

L’importo contrattuale è di 3.759.134,80 euro, frutto di un ribasso del 15,184% sulla base d’asta. Ma la cifra che il Consorzio dovrà effettivamente stanziare, tra somme a disposizione e Iva, sale a 6.793.072,37 euro. Soldi che arriveranno per 4,5 milioni da un vecchio finanziamento della legge 295/2000 incastonato nell’Accordo di Programma Quadro, e per il resto direttamente dalle casse dell’Ente.

Il ricorso al Tar

Una gara, va detto, tutt’altro che lineare. Il bando è uscito sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2024, con termine per le offerte fissato al 20 febbraio 2025. Tre gli operatori in corsa: Gng Srl, il Rti Movyon-Mancino e Sinelec Spa. La prima, Gng, viene però estromessa subito dopo l’apertura della documentazione amministrativa. Fa ricorso al Tar Sicilia, sezione di Catania. E il collegio, con sentenza pubblicata il 24 dicembre 2025 e notificata al Consorzio il 30, le dà ragione: annulla l’esclusione e impone la piena reintegrazione dell’impresa in tutte le fasi della procedura.

Risultato: la commissione giudicatrice deve riaprire le buste tecnica ed economica di Gng e rifare la graduatoria. Lo fa il 27 gennaio 2026. L’esito non cambia i rapporti di forza: prima Sinelec con 88,35 punti su 100, seconda Gng con 86,05, terza il Rti Movyon-Mancino con 76,559. Il punteggio di Gng viene segnalato dalla commissione come potenzialmente anomalo, ma la verifica di congruità non viene mai avviata perché, comunque fosse andata, quell’offerta non avrebbe scalfito il primato di Sinelec.

I caselli a Cassibile e l’incidente di Crocetta

Chi ha la memoria lunga, in questa storia, ci vede già un film già visto. Perché il Cas ai caselli sulla Siracusa-Gela ci aveva già provato. Vent’anni fa, più o meno, erano spuntati proprio a Cassibile i primi impianti di pedaggio: strutture che, invece di far cassa, si erano trasformate in trappole d’asfalto. Passaggi stretti, incidenti a ripetizione, fino a quello che nel settembre 2013 coinvolse l’allora presidente della Regione Rosario Crocetta e tre uomini della sua scorta. Nel processo che ne seguì, gli imputati furono assolti o prosciolti. Quei caselli, nel 2019, furono infine demoliti.

Caselli intelligenti

Stavolta il Consorzio promette di aver imparato la lezione, almeno sulla tecnologia. Non si torna alla sbarra che si alza e si abbassa, con l’auto costretta a fermarsi e la coda che si forma in pochi minuti: quello era il sistema che ha reso Cassibile tristemente nota. Il nuovo impianto lavora in modalità free flow, cioè a flusso libero, senza barriere né corsie di rallentamento. Sopra la carreggiata vengono installati dei portali con telecamere e sensori che leggono il veicolo mentre sfreccia alla velocità normale di percorrenza, individuando targa o Telepass senza che l’automobilista debba accorgersene.

Il sistema calcola poi la tratta effettivamente percorsa e genera l’addebito: automatico per chi ha un dispositivo di bordo abbonato, tramite avviso di pagamento con termine di alcuni giorni per chi non ce l’ha. In teoria meno traffico incolonnato e meno rischio d’incidente in prossimità del casello; in pratica, un sistema che scarica sull’automobilista distratto l’onere di non perdere la scadenza per pagare, pena more e sanzioni.

Il cantiere tra Avola e Cassibile

Ed è proprio nel tratto interessato dai nuovi impianti che si consuma il paradosso più stridente. Tra Avola e Cassibile, da oltre un anno e mezzo, gli automobilisti fanno i conti con un cantiere che non si chiude: le ispezioni straordinarie condotte nei primi mesi del 2025 hanno scoperto i tiranti spezzati del viadotto Cassibile, imponendo la chiusura della corsia in direzione Siracusa e il doppio senso di marcia verso sud, con i mezzi pesanti dirottati sulla Statale 115. A maggio 2026 il Cas prometteva progetto esecutivo entro venti giorni e lavori conclusi entro fine anno: una tratta che fatica ancora a farsi percorrere in sicurezza, gratis, è la stessa su cui ora si allestisce l’infrastruttura per farla pagare.

I debiti del Consorzio

Ed è proprio su questo terreno che si è inserito l’affondo politico. Il Consorzio, guidato dal presidente Filippo Nasca, ha appena varato un Piano di Risanamento 2026-2028 per coprire un disavanzo da 100 milioni di euro, dentro un debito complessivo che arriva a quota 300 milioni. È in questo contesto che l’ipotesi di un pedaggio sulla Siracusa-Gela, tratta storicamente gratuita, torna a circolare. Enzo Vinciullo, Commissario provinciale di Siracusa di Mpa-Grande Sicilia, l’ha bollata come una scelta sbagliata da contrastare fermamente, ricordando che l’autostrada è stata realizzata con fondi pubblici, in parte legati alla legge 433/1991 per la ricostruzione post-sisma, in parte con risorse regionali. La sua tesi è netta: il Consorzio non può far pagare un pedaggio su un’opera che non ha finanziato con soldi propri, tanto più su un tratto che resta, a suo dire, l’unica vera via di fuga per il sud della provincia in caso di emergenza, con la Statale 115 già segnata da criticità proprio in corrispondenza del ponte sul Cassibile. Insomma: si aggiudicano i lavori per attrezzare un pedaggio su una strada che, ogni giorno, fatica ancora a farsi percorrere gratis