E’ scontro tra la Procura di Siracusa ed i difensori degli indagati coinvolti nell’inchiesta “Povero Ippocrate” sull’erogazione di false pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento che vede coinvolti  17 medici di cui 12 dell’Asp di Siracusa e 5 dell’Inps. Il pm, Tommaso Pagano, ha presentato appello perché venga disposto il sequestro dei beni agli indagati relativamente al reato associativo. Circostanza che è stata precedentemente rigettata dal giudice per le indagini preliminari Carmen Scapellato, la stessa che, nel febbraio scorso, firmò i provvedimenti cautelari. Il rappresentante della pubblica accusa, nel corso dell’udienza tenutasi nell’aula della Corte di Assise di Siracusa, ha depositato la sua istanza, già contestata dalle difese ma se ne riparlerà tra qualche settimana, al palazzo di giustizia,  quando il tribunale di Siracusa deciderà se accogliere o meno l’appello, peraltro presentato anche al Riesame di Catania.

In quell’operazione, condotta dai carabinieri della Procura di Siracusa, furono due le persone arrestate, due obblighi di dimora, sette divieti di esercitare la professione di medico per un anno, una sospensione dal pubblico impiego e sedici sequestri per un ammontare complessivo di circa 600 mila euro. Nel complesso sono 73 le persone iscritte nel registro degli indagati. (Tutti i nomi )

Secondo quanto emerso nell’inchiesta, coordinata dal Procuratore di Siracusa Sabrina Gambino e dai sostituti Tommaso Pagano e Salvatore Grillo, a partire dal 2016, gli indagati, sulla scorta delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, avrebbero fittiziamente attestato di avere compiuto esami diagnostici in realtà mai eseguiti,  di avere accertato la sussistenza di patologie inesistenti e “di avere esercitato il giudizio medico nell’ambito di un organismo collegiale di cui in realtà risultavano assenti tutti gli altri componenti” spiegano gli inquirenti. Nella maggior parte dei casi, i medici avrebbero incassato una somma in contanti per la falsa certificazione rilasciata.

Gli inquirenti avrebbero scoperto che alcuni pazienti sarebbero stati sedati per apparire malati ed in diverse visite  sarebbero stati accompagnati da  finti parenti e false badanti . I carabinieri avrebbero anche svelato la falsità di numerosi accertamenti diagnostici e strumentali, come per esempio falsi referti Tac, falsi Ecodopller.

L’ordinanza emessa dal gip si avvale anche della documentazione videoripresa dei passaggi di denaro in favore di medici corrotti. Il “sistema”, che si sarebbe servito dell’appoggio di alcuni patronati, prevedeva che in alcuni casi il falso invalido venisse istruito circa il comportamento da tenere durante la visita di accertamento dei requisiti presso la commissione dell’Inps. In particolare, il candidato alla pensione di invalidità veniva istruito sulle modalità per simulare determinati sintomi e veniva fornito di falsi referti. I finti parenti e le false badanti servivano a descrivere e confermare la presenza assidua dei sintomi simulati dal candidato.