La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’ex pm di Siracusa Maurizio Musco in merito alla decisione del Csm, adottata nel giugno del 2019, di rimuoverlo dalla carica di magistrato. La notizia è riportata stamane sulla pagina di Siracusa de La Sicilia.

Maurizio Musco, che ha preannunciato il ricorso alla Corte europea, è stato autore di inchieste pesanti, come quella denominata Mar Rosso culminata nel 2003 con decine di arresti di dirigenti delle aziende della zona industriale, accusati di inquinamento anche se poi il procedimento giudiziario si è chiuso con patteggiamenti e prescrizioni.

Il magistrato ha rimediato tre anni fa, insieme all’ex Procuratore Ugo Rossi, una condanna per abuso di ufficio in concorso nell’ambito dell’inchiesta Veleni in Procura. Per questa vicenda giudiziaria, connessa ai suoi legami, sia in termini di amicizia che d’affari, con Piero Amara, avvocato, il magistrato siracusano era stato trasferito alla Procura di Palermo per poi tornare ad occupare la sua stanza al quinto piano del palazzo di giustizia di Siracusa dopo essere stato assolto dal Consiglio superiore della magistratura che aveva ritenuto insussistente l’ipotesi di incompatibilità ambientale. La Sezione disciplinare del Csm ha motivato la rimozione di Musco dalla magistratura per aver violato “consapevolmente e reiteratamente” l’obbligo di astenersi dalla trattazione di un procedimento penale che riguardava familiari e clienti dell’avvocato Pietro Amara.

Lo stesso Musco, nell’ottobre dello scorso anno, è stato assolto in via definitiva dalla pesante accusa di tentata concussione. Si tratta della vicenda relativa ad un controllo della polizia, avvenuto nel 2007, in una villa privata, ad Augusta, dove era in corso una festa organizzata da un’associazione. Secondo l’accusa, Musco, il giorno successivo a quell’ispezione, avrebbe convocato nel suo ufficio gli agenti che erano intervenuti, iscrivendoli poi, nella ricostruzione dei magistrati messinesi, nel registro degli indagati per via di una denuncia su gravi irregolarità commesse nel corso dell’ispezione presentata da un privato. L’inchiesta è stata aperta dopo un esposto contro Musco presentato dall’allora dirigente del commissariato di Augusta Pasquale Alongi. In primo grado, il pm, poi trasferito alla Procura di Sassari, aveva rimediato una condanna pari a 3 anni ed 8 mesi di reclusione ma fu assolto in Appello.