La vicenda dei miasmi che da settimane soffocano Priolo approda al palazzo di giustizia. La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare l’origine delle emissioni provenienti dal polo petrolchimico e verificare se vi siano state violazioni delle norme sulle emissioni industriali. Le indagini sono coordinate dal Procuratore Sabrina Gambino, che mantiene il massimo riserbo sull’attività investigativa in corso.
L’emergenza ambientale
La crisi ambientale ha radici nelle ultime settimane: odori nauseabondi provenienti dall’area industriale hanno reso irrespirabile l’aria nel Comune industriale e in parte del territorio di Siracusa, provocando mal di testa e vomito tra i residenti e spingendo decine di donne e madri in piazza con un messaggio inequivocabile: “Adesso basta”. La protesta ha rimbalzato fino al Ministero dell’Ambiente, alla Prefettura e all’Arpa Sicilia, con il sindaco di Priolo Pippo Gianni che aveva alzato il tiro evocando la chiusura degli impianti. Ieri il presidente della Regione Renato Schifani è intervenuto annunciando un vertice in Prefettura a Siracusa per oggi e attendendo una relazione completa dell’Arpa sullo stato dell’aria nell’area.
Interrogazione dei senatori siracusani di Forza Italia e Pd
Sul fronte parlamentare, la vicenda ha prodotto un’inedita convergenza bipartisan. I senatori Daniela Ternullo (Forza Italia) e Antonio Nicita (Partito Democratico), entrambi siracusani, hanno annunciato un’interrogazione congiunta ai Ministri della Salute, delle Imprese e del Made in Italy e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
“Stiamo per depositare un’interrogazione ai Ministri della Salute, delle Imprese e del Made in Italy e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiedere un intervento urgente sulla situazione che da settimane interessa Priolo, Melilli, Augusta e parte del territorio di Siracusa, dove si registrano ripetuti episodi di miasmi ed emissioni odorigene che stanno alimentando forte preoccupazione tra i cittadini”, dichiarano i due senatori.
Alla base dell’iniziativa, i dati rilevati dalle centraline ambientali: “Le segnalazioni provenienti dal territorio e i dati rilevati dalle centraline ambientali, con picchi di benzene, superamenti delle soglie di idrogeno solforato e prime criticità legate all’ozono, impongono accertamenti rapidi, rigorosi e trasparenti. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa stia accadendo e di avere la certezza che tutte le attività industriali operino nel pieno rispetto delle norme ambientali e sanitarie”.
Le richieste
Nell’interrogazione i due parlamentari chiedono “quali informazioni siano state acquisite da ARPA Sicilia, ISPRA e dagli altri enti competenti, se siano già state individuate le cause delle emissioni e quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per rafforzare controlli e monitoraggio ambientale nell’area”, indicando come necessarie “verifiche straordinarie sugli impianti interessati, il potenziamento della rete di monitoraggio, la piena accessibilità dei dati ambientali e l’aggiornamento degli studi epidemiologici relativi alle comunità residenti”.
Ternullo e Nicita chiudono con un appello che va oltre le appartenenze: “Il polo industriale siracusano rappresenta una risorsa strategica per l’economia nazionale e per l’occupazione del territorio. Proprio per questo non può esistere alcuna contrapposizione tra sviluppo industriale, tutela dell’ambiente e protezione della salute. Su temi come questi non possono e non devono esistere divisioni politiche”.
Gennuso: “Regione non lascia soli i territori”
Dalla stessa area di centrodestra arriva anche la voce del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso, che sottolinea il ruolo del presidente Schifani: “Ringrazio il Presidente Schifani per l’attenzione e la prontezza con cui ha seguito la vicenda del polo petrolchimico. La sua presenza, il contatto diretto con il direttore dell’Arpa e la riunione in Prefettura già convocata per domani sono segnali concreti di un governo che non lascia soli i territori. È una battaglia che va affrontata senza sosta, nell’interesse della salute pubblica e del futuro di quest’area”.






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