Tra gennaio e febbraio del 2025 il reparto di Oncologia tornerà nella sua sede “naturale”: l’ospedale Umberto I di Siracusa. “E’ un impegno che il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone, si è assunto in occasione dell’incontro avuto con noi il 27 novembre scorso” dice a BlogSicilia il presidente dell’Osservatorio civico di Siracusa, Salvo Sorbello.
Il risiko dei reparti
Dall’aprile del 2020 il reparto è al Di Maria di Avola: un trasferimento legato all’emergenza Covid-19 ma a questo si sono aggiunti i lavori nella sede del Pronto soccorso di Siracusa, che si trova nei locali in cui c’era Oncologia, per cui una volta completati gli interventi tutte le caselle torneranno al loro posto.
“Oltre 600 utenti”
“Sono oltre 600 gli utenti – dice il presidente dell’Osservatorio civico di Siracusa, Salvo Sorbello – che si rivolgono a questo reparto e per molti che provengono da Siracusa o da altri Comuni a nord del capoluogo finirà il disagio di percorrere più strada. Un disagio che, naturalmente, riguarda anche i familiari, perché, di certo, un malato oncologico non può recarsi da solo in ospedale”.
I dati sull’incidenza
Nel Registro territoriale di patologia dell’Asp di Siracusa, pubblicato nel 2019, relativamente all’incidenza dei tumori dal 1999 al 2016 ed alla mortalità dal 1999 al 2018, emerge che “il tasso di incidenza standardizzato nella provincia di Siracusa per il totale dei tumori escluso cute non melanomatosa è pari a 396,8 mentre è pari a 430,1 nel SIN Priolo, a 416,3 nell’area a rischio, (comprendente Solarino e Floridia ed i 4 Comuni del Sin) a 391,0 nella regione e a 473,9 in Italia”.
Cosa sono le aree Sin
Per Sin, si intende i siti contaminati di interesse nazionale: porzioni di territorio in cui la quantità e la pericolosità degli inquinanti presenti rende elevato l’impatto sull’ambiente in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali.
Si tratta della zona industriale, il Petrolchimico di Priolo, peraltro al centro di una crisi molto complessa, legata al passaggio difficilissimo con la Transizione energetica. I Comuni dell’area Sin di Priolo sono 4: Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa, dove l’incidenza tumorale è più significativa rispetto ad altre parti della Sicilia.
Un solo reparto è insufficiente
Nonostante sia zona sensibile, la provincia di Siracusa dispone di un solo reparto di Oncologia: a parte quello del Di Maria, che tornerà all’Umberto I, non ce ne sono degli altri, per cui, con una scelta così risicata non c’è altra soluzione che rivolgersi altrove.
Le migrazioni verso Catania, costi Asp Siracusa elevati
“C’è una fortissima migrazione verso Catania che ha strutture attrezzate e peraltro distanti a soli 40 minuti da Siracusa” dice a BlogSicilia il presidente dell’Osservatorio civico di Siracusa, Salvo Sorbello. “Peraltro – aggiunge Sorbello – si fa un favore alle strutture private convenzionate, presso cui si rivolgono tanti pazienti siracusani. Questo vuol dire che i costi dell’Asp di Siracusa sono elevati, la spesa, sotto questo aspetto, è piuttosto cospicua”. Una delle strutture di eccellenza, sotto gestione privata, è l’Humanitas, tra le più gettonate dell’utenza siracusana.
La testimonianza di un oncologo siracusano
Un medico oncologico pone un’altra questione connessa all’assenza di alternative nella provincia di Siracusa. “Capita spesso che un paziente si trovi male in un reparto per varie ragioni: perché non si trova bene con un medico tanto per fare un esempio. Per cui, intende rivolgersi da qualche altra parte, solo che nel Siracusano non ci sono alternative, da qui la scelta dell’emigrazione”.
La soluzione Augusta
Il problema, naturalmente, è ben noto all’Asp di Siracusa, considerate le spese sanitarie da sostenere per questa massiccia la migrazione di pazienti oncologici. Ed a quanto pare, la direzione starebbe pensando di attrezzare il Muscatello di Augusta, un ospedale, peraltro, che è nel cuore dell’area Sin di Priolo, incastonato in una città dove nn si contano più i morti per cancro. Un parroco, don Palmiro Prisutto, è diventato famoso perchè legge ogni ultima domenica del mese una lista, molto lunga, di persone decedute per aver contratto il cancro. Una posizione netta, con indice puntato sulla zona industriale, che gli ha consentito di conquistare la fiducia e la simpatia di tante persone, scese in piazza per lui nel 2016 quando si ventilò l’ipotesi da parte dell’Arcidiocesi di Siracusa di fargli fare passo indietro.






Commenta con Facebook