“Non è accettabile che per garantire il numero dei posti letto minimo necessario affinché il futuro ospedale di Siracusa venga dichiarato DEA (Dipartimento d’Emergenza e Accettazione) di secondo livello si riducano 25 posti letto nella rete ospedaliera nell’intera provincia, la cui riduzione farebbe impoverire in modo irreversibile la qualità del servizio sanitario nella nostra provincia già ai limiti della accettabilità”.
La centralità del nuovo ospedale
Lo afferma l’ex presidente della Provincia di Siracusa, Bruno Marziano, in merito alla nuova rete ospedaliera del Siracusano che prevede tagli di posti letto negli ospedali Avola-Noto e Lentini quando sarà realizzato il nuovo ospedale di Siracusa. Nel piano del Governo regionale, questo comporterà una nuova definizione dell’assistenza ai pazienti, centrata sul nuovo presidio, un Dea di secondo livello.
“No allo scambio”
Ma per Marziano, “non si può accettare questo “scambio”, così oneroso . Sarebbe un grave danno alla qualità dei servizi la riduzione di cinque posti letto in Ortopedia nell’ospedale Noto-Avola e altri posti in medicina e chirurgia nell’ospedale di Lentini e ancora in medicina nell’ospedale di Avola. A mio parere una soluzione che non tocchi l’attuale dotazione della rete ospedaliera, peraltro sostenuta e difesa dalla azienda sanitaria di Siracusa, è quella di attribuire al futuro ospedale, per permettere le caratteristiche di DEA di secondo livello, tutti i posti necessari prendendoli dalla dotazione di posti letto attribuiti alla nostra provincia e mai attivati”
La vicenda finisce in Parlamento
Il piano sanitario del Siracusano è finito sul tavolo nazionale dopo che il senatore del Pd, Antonio Nicita Vice Presidente Gruppo Partito Democratico ha scritto al Presidente della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità Calderone.
“Il piano, anziché rafforzare i presidi sanitari – dice Nicita – di un territorio già sottodimensionato, prevede un taglio netto di 25 posti letto per acuti – riduzione, peraltro, in contrasto con quanto previsto dalle autorità sanitarie della provincia di Siracusa – a fronte di un incremento insufficiente di soli 8 posti per post-acuti, determinando un saldo fortemente negativo. Una scelta che appare tanto più grave se si considera il contesto già critico della sanità nella provincia: carenza cronica di personale, lunghe liste d’attesa, fuga di pazienti verso le province vicine, chiusura di servizi territoriali essenziali, riduzione progressiva di posti letto negli ultimi anni”.
Tempi tra 5 ed i 6 anni per l’ospedale di Siracusa
Inoltre, “sebbene nella bozza si confermi la volontà di realizzare un DEA di II livello, non risulta ancora formalizzata l’autorizzazione definitiva, né sono state rese pubbliche le tappe reali del cronoprogramma. Le dichiarazioni finora raccolte parlano genericamente di tempi stimati non inferiori a 5-6 anni. Una tempistica che, nel frattempo, non
giustifica tagli immediati e irreversibili ai presidi esistenti” conclude Nicita.
Pd di Avola contro Cannata
Il Pd di Avola, in merito alla sorte dell’ospedale Noto-Avola prende di mira il sindaco di Avola, Rossana Cannata ed il fratello Luca, parlamentare nazionale di FdI.
“Stupisce che l’amministrazione avolese – si legge nella nota del Pd di Avola – in data 19 scorso abbia messo ai voti una Deliberazione che contesta la prevista rimodulazione, quasi come se la compagine in atto, guidata dal sindaco di FdI Rossana Cannata, fosse d’opposizione e non sfacciatamente di quella destra alla quale si deve il provvedimento. Stupisce altresì che l’on. Luca Cannata, l’uomo del dono di 5 milioni di euro al Comune di Avola, fratello di Rossana ed ex sindaco, non abbia suggerito alla sorella, piuttosto che promuovere contradditorie delibere di giunta, di presentare le proprie dimissioni per protesta, difronte a questa insano progetto regionale pensato da forze politiche amiche”






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